TESTAMENTI DEI DODICI PATRIARCHI
FIGLI DI GIACOBBE
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Il
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Beliar: Questa
parola e’ trovata nel testo. L’uso di questa parola nel
Vecchio
Testamento ha il significato di spregevole e piu’ tardi e stato
usato
per il diavolo o Satana o la personificazione e simbolo del male
TESTAMENTO DI RUBEN, PRIMO FIGLIO DI GIACOBBE
E DI LEA
Capitolo 1
[1] Copia del testamento di Ruben. Tutte le raccomandazioni che fece ai suoi figli prima di morire, quando aveva centoventicinque anni.
[2] Due anni dopo la morte di Giuseppe, Ruben si ammalò e si riunirono intorno a
lui per fargli visita
i figli e i figli dei figli.
[3] Disse loro: "Figlioli miei, ecco, io
sto morendo e me ne vado
sulla via dei miei padri".
[4] Visti lì Giuda, Gad e Aser, suoi fratelli, disse loro:
"Sollevatemi, perché possa dire ai miei fratelli e ai miei figli tutto quello che tengo nascosto nel cuore. Ecco, io sto per
venir meno".
[5] Sollevatosi, li baciò. Poi disse: "Ascoltate, fratelli e figli miei. Porgete ascolto a Ruben, vostro padre, a quanto sta per raccomandarvi.
[6] Ecco, oggi io vi scongiuro per il Dio del cielo di non comportarvi
come fanno i giovani,
ignorando la Legge e vivendo nell'impudicizia, nella quale
mi trovai travolto
anch'io: contaminai il letto
di mio padre Giacobbe.
[7] Io vi dico che (Dio) mi colpì ai fianchi con una grave ferita (e io restai malato) per sette mesi. E se mio padre Giacobbe non avesse
intercesso per me presso il Signore,
il Signore avrebbe
voluto farmi morire.
[8] Avevo trent'anni, quando commisi il male davanti al Signore e per sette mesi fui malato da morire.
[9] Dopo, con grande fermezza feci penitenza per sette anni davanti al Signore.
[10] NÉ vino né sicera bevvi, la carne non entrò nella mia bocca, nessun cibo appetitoso mangiai, ma soffrivo per il mio peccato, che é stato grande, come non ce ne é stato un altro in Israele.
Capitolo
2
[1] E ora ascoltate da me, figlioli miei, ciò che vidi, quando facevo penitenza, riguardo ai sette spiriti dell'inganno.
[2] Contro l'uomo sono stati posti [da parte di Beliar] sette spiriti che sono le
radici delle opere
della giovinezza.
[3] E altri sette spiriti gli furono dati al momento della creazione, perché ogni opera dell'uomo si fondasse su di
essi.
[4] Il primo é lo spirito di vita, con la quale é creata la struttura
dell'uomo. Il secondo é lo spirito della vista, con la quale nasce il desiderio.
[5] Il terzo é lo spirito dell'udito, col quale nasce l'apprendimento.
Il quarto é lo spirito dell'odorato,
col quale é data la
sensazione di respirare.
[6] Il quinto é lo spirito della parola, con la quale nasce la conoscenza.
[7] Il sesto é lo spirito del gusto, per
cui mangiamo e
beviamo e in esso si fonda
la forza, perché nei cibi sta il fondamento della forza.
[8] Il settimo é lo spirito del seme e del coito, insieme ai quali, a causa del desiderio del piacere, arrivano in folla
i peccati.
[9] Perciò questo spirito é l'ultimo in ordine alla creazione, ma é il primo rispetto alla giovinezza. Esso é pieno di ignoranza e l'ignoranza guida il giovane come un cieco dentro la fossa, come una pecora
nel precipizio.
Capitolo
3
[1] Oltre a tutti questi, ottavo é lo spirito del sonno, col quale fu creata l'estasi della natura e l'immagine della morte.
[2] E' a questi spiriti che si mescolano
gli spiriti dell'errore].
[3] Il primo é lo spirito dell'impudicizia, che risiede nella natura e nei sensi. Il secondo é lo spirito di insaziabilità
del ventre.
[4] Il terzo é lo spirito di contesa (che risiede) nel fegato e nella bile. Il quarto é lo spirito di compiacenza e di
adulazione, per apparire degni di lode senza un vero impegno.
[5] Il quinto é lo spirito di superbia, per vantarsi e
inorgoglirsi. Il sesto
é lo spirito di menzogna + in rovina e in gelosia +, per inventare
o nascondere discorsi di fronte a parenti e ad amici.
[6] Il settimo é lo spirito di ingiustizia, con la
quale avvengono furti e rapine, per saziare il desiderio di piacere che c'é nel cuore. Infatti l'ingiustizia si fonde con
l'azione di tutti gli
altri spiriti
attraverso l'accettazione di doni.
[7] A tutti questi é legato lo spirito del sonno, che é spirito di inganno e di
immaginazione.
[8] Così tutti i giovani vanno in rovina, ottenebrando la
propria mente di fronte alla verità; non si
comportano secondo la
Legge di Dio, né ascoltano l'insegnamento dei padri, come capitò anche a me
nella mia giovinezza.
[9] E ora, figlioli miei, amate la verità ed essa vi custodirà. Io vi
insegno: ascoltate le
parole di Ruben, vostro padre.
[10] Non posate la vostra attenzione su aspetto di donna, non state insieme a una donna sposata, non
occupatevi di affari
di donne.
[11] Se infatti non avessi visto Balla che faceva il
bagno in un luogo nascosto, non sarei
caduto in una trasgressione
così grave.
[12] La mia mente, una volta che ebbe accolto in sé la nudità femminile, non mi lasciò dormire, finché non
ebbi compiuto quell'abominio.
[13] Partito Giacobbe, mio padre, per andare a trovare suo padre Isacco, e trovandoci noi
in Gader, vicino a Efrata, nel territorio di Betlemme,
un giorno Balla ubriaca stava
sdraiata nuda sul suo letto.
[14] Entrato (nella sua camera) e guardata la
sua nudità, commisi l'empietà, senza che lei
se ne accorgesse; poi, lasciatala addormentata, me ne andai.
[15] Subito, un angelo di Dio svelò a mio padre la mia empietà; e, giunto, si addolorò per me, senza
più toccare Balla
Capitolo
4
[1] Non badate,
dunque, figlioli miei, alla bellezza delle donne, non fate caso alle loro faccende; comportatevi piuttosto in semplicità di cuore e nel timore del Signore. Affaticatevi nel lavoro e nello studio e dietro ai vostri greggi,
finché il Signore non vi conceda una compagna come lui vuole, perché non vi capiti ciò che é capitato
a me.
[2] Fino alla
morte
di mio padre io non ebbi il coraggio
di guardarlo in faccia, o
di parlare
con uno dei miei fratelli, per la vergogna.
[3] Ancora mi tormenta
la coscienza del mio peccato.
[4] Mio padre mi consolò
e pregò
per me il Signore, che la Sua ira si allontanasse da me, come mi aveva mostrato
il Signore.
Da
allora fino
a questo giorno
ho saputo custodirmi e non ho più peccato.
[5] Per questo, figlioli
miei, io vi dico, osservate tutte le raccomandazioni che vi faccio, e non peccherete.
[6] Il peccato
di impudicizia é la fossa dell'anima, in quanto ci separa
da Dio
e ci avvicina agli idoli. E'
questa che fa smarrire la mente e il pensiero e conduce giovani di morte immatura all'Ade.
[7] Molti infatti porta a rovina l'impudicizia.
Sia uno vecchio o nobile, sia ricco o povero, sempre si attira addosso
l'onta di fronte agli uomini e a Beliar.
[8] Avete sentito,
dunque, di Giuseppe, come si seppe guardare da una donna e purificare il pensiero
da ogni impudicizia; così trovò grazia davanti a Dio e agli uomini.
[9] L'egiziana tentò molte cose contro di lui; chiamò
degli stregoni e gli portò
dei filtri, ma la sua volontà
non accolse il desiderio
cattivo.
[10] Per questo il Dio dei
nostri padri lo protesse da ogni mala morte nascosta. Se infatti l'impudicizia non domina la vostra mente, nemmeno Beliar può aver dominio su di voi.
Capitolo 5
[1] Cattive
sono le donne, figlioli
miei, e poiché non hanno nessun potere sull'uomo, usano l'inganno
della bellezza per
attrarlo a sé.
[2] Quello poi che non hanno la forza di sedurre con la bellezza,
lo vincono con l'inganno.
[3] Altre cose di
esse mi disse l'angelo di Dio e
mi insegnò che le donne sono più esposte dell'uomo allo
spirito di impudicizia:
nel cuore
tramano contro gli uomini;
attraverso gli ornamenti ingannano le menti degli uomini; attraverso lo sguardo
iniettano il veleno; a questo punto li hanno davvero resi schiavi.
[4] La donna
infatti, a viso aperto, non ha la forza di
far violenza all'uomo, ma può fargli del male con
la bellezza impudica.
[5] Dunque, figlioli
miei, fuggite l'impudicizia e ordinate
alle vostre mogli e alle vostre figlie di non adornare le loro teste e i loro sguardi
per non ingannare le menti;
ogni donna
che si serva di
questi inganni é destinata alla punizione
eterna.
[6] Fu in questo modo infatti che
ammaliarono i Vigilanti, prima del diluvio.
Perché quelli le guardarono a lungo e così ne ebbero il desiderio
e concepirono l'azione nella mente. Presero forma umana e apparvero loro, mentre erano unite
ai loro mariti.
[7] Esse concepirono nella mente il desiderio
delle loro immagini e dettero vita ai giganti; ché i Vigilanti erano apparsi loro alti fino al cielo.
Capitolo
6
[1] Guardatevi, dunque,
dall'impudicizia e
siate puri nella mente. Custodite
anche i vostri sensi
dalle donne.
[2] Ordinate anche alle vostre donne di non avere rapporti
con uomini, perché anche loro siano pure nella mente.
[3] Infatti i contatti
continui, anche se non si commette
empietà,
tuttavia sono per loro una malattia
inguaribile e per noi si risolvono nella infamia eterna di Beliar.
[4] Ché l'impudicizia non ha in sé
né intelligenza né pietà;
ogni gelosia abita nel
desiderio
di essa.
[5] Per questo io vi dico,
sarete gelosi dei figli di Levi
e cercherete di essere più grandi di
loro,anche se non ci riuscirete.
[6] Dio infatti li vendicheràe
voi morrete di mala morte.
[7] Dio ha dato a Levi l'autorità
e a Giuda insieme
con lui; e anche a me, a Dan e a Giuseppe,
per essere
dei capi.
[8] Per questo io vi ordino di ascoltare Levi perché conoscerà la
Legge
di Dio;
darà istruzioni
riguardanti il giudizio
e farà i sacrifici
per Israele fino al compimento dei tempi;
sommo sacerdote unto indicato dal Signore.
[9] Io vi scongiuro
per il Dio del cielo di fare la verità ciascuno verso il
suo prossimo, di nutrire amore
ciascuno per il suo fratello.
[10] A Levi avvicinatevi in umiltà di cuore,
per ricevere dalla sua bocca
la benedizione.
[11] Egli benedirà Israele e Giuda, perché lui il Signore ha sceltoper regnare davanti a
tutto il popolo.
[12] Inchinatevi davanti
alla sua discendenza, perché [per voi morrà in guerre visibili e invisibili
e] in mezzo a voi sarà re
per sempre".
Capitolo
7
[1] Ruben morì, dopo aver lasciato ai suoi figli queste raccomandazioni.
[2] Lo deposero in un sarcofago, fino a quando non lo riportarono dall'Egitto e lo seppellirono a Hebroné nella grotta,
dove era anche suo padre.
TESTAMENTO
DI SIMEONE, SECONDO FIGLIO DI GIACOBBE E DI LEA
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Simeone, che disse ai suoi figli prima di morire, quando aveva centoventi
anni,
e al tempo in cui morì
suo fratello Giuseppe.
[2] Quando Simeone
si ammalò, vennero a
fargli visita i suoi figli. Fattasi forza, si mise a sedere, li baciò e disse:
Capitolo
2
[1] "Ascoltate, figlioli miei, Simeone, vostro padre. Voglio dirvi che
cosa tengo
nel mio cuore.
[2] Nacqui da Giacobbe, secondo figlio a mio padre, e mia madre Lia mi chiamò Simeone, perché il Signore aveva ascoltato la sua preghiera.
[3]
Io ero fortissimo, non avevo paura
ad agire non temevo nulla
[4]
il mio cuore era forte, il mio fegato irremovibile, le
mie viscere senza compassione
[5] Perché
anche il coraggio é dato agli uomini dall'Altissimo, sia quello
dello spirito, sia
quello fisico].
[6] Quando ero giovane, ero molto invidioso di Giuseppe, perché mio padre lo amava più di tutti gli
altri.
[7] Indurii il mio fegato contro di lui, da
ammazzarlo, perché il
signore dell'inganno e lo spirito dell'invidia mi aveva accecato la mente, cosicché
non lo
potevo più guardare
come fratello, né
risparmiare mio padre,
Giacobbe.
[8] Ma il suo Dio e Dio dei nostri padri mandò il suo angelo e lo protesse dalle mie mani.
[9] Quando andai a Sichem a portare unguenti per i greggi e Ruben (andò) a Dothaim, dove
erano tutti i nostri strumenti e le nostre provviste, mio fratello Giuda lo vendette agli Ismaeliti.
[10] Quando Ruben lo seppe, se ne addolorò, ché avrebbe
voluto riportarlo al padre.
[11] Io, invece, quando seppi la cosa, mi adirai contro Giuda, perché lo aveva lasciato andare vivo: per cinque mesi restai adirato contro di lui. [12] Ma il Signore mi tenne legato e mi impedì di usare le mani, perché la mia mano era diventata per sette giorni mezza secca.
[13] Allora io riconobbi, figlioli, che ciò mi era capitato a causa di Giuseppe. Feci penitenza e piansi; pregai il Signore Iddio che la mia mano guarisse e fossi libero da ogni contaminazione e invidia, nonché da ogni stoltezza.
[14] Riconobbi infatti di
aver meditato un'azione
cattiva davanti al Signore e davanti a Giacobbe mio padre, a causa di Giuseppe mio fratello, perché lo
avevo invidiato.
Capitolo
3
[1] E ora, figlioli miei, ascoltatemi e guardatevi dallo spirito dell'inganno e dell'invidia.
[2] Perché anche l'invidia domina tutta la mente dell'uomo e non lo lascia né mangiare, né bere,
né fare nulla di buono.
[3] Ma sempre gli suggerisce di eliminare
l'invidiato; solo che
l'invidiato fiorisce
sempre, mentre chi invidia
appassisce.
[4] Per due anni nel timore del Signore mortificai l'anima mia col digiuno. E riconobbi che la liberazione dall'invidia si produce attraverso il timore di Dio.
[5] Se uno infatti si rifugia nel Signore, lo spirito cattivo fugge via da lui, e la sua mente diventa leggera.
[6] Finisce con l'avere misericordia dell'invidiato e condivide i sentimenti di coloro
che lo amano: così si libera
dall'invidia.
Capitolo
4
[1] Poiché mio padre mi vedeva taciturno,
mi interrogava sui miei sentimenti:
io gli dicevo che
avevo il fegato
gonfio.
[2] Soffrivo infatti più di
tutti, perché il colpevole ero io della vendita di Giuseppe.
[3] Quando poi andammo in Egitto e mi mise in prigione come spia, riconobbi che soffrivo giustamente e
non mi ribellai.
[4] Giuseppe era buono ed aveva in sé uno
spirito di Dio; era compassionevole e misericordioso, non si ricordò del male che gli avevo fatto, ma mi amò insieme coi miei fratelli.
[5] Guardatevi, dunque, figlioli miei, da ogni gelosia ed invidia e comportatevi in semplicità di cuore, perché Dio conceda anche a voi grazia, onore e benedizione, sulle
vostre teste, come
avete visto che é capitato a Giuseppe.
[6] Giorno dopo giorno, mai ci rinfacciò
quel che era successo, ma ci amò come la sua anima e ci onorò più dei
suoi figli, donandoci
ricchezza, bestiame e prodotti della terra.
[7] Anche voi, figlioli miei, amate ciascuno il suo fratello in bontà di cuore, così lo spirito dell'invidia starà lontano da voi.
[8]
Esso rende l'anima crudele, distrugge il corpo alla volontà offre ira e guerra incita al sangue <....>.conduce la mente alla ribellione
all'anima produce turbamento al corpo tremore.
[9] Anche durante il sonno gli appare una qualche gelosia cattiva che lo divora,
sconvolge la sua anima
con l'aiuto di spiriti malvagi, mette in agitazione il
suo corpo, fa
svegliare la mente
tutta confusa: appare
agli uomini come spirito malvagio e venefico.
Capitolo
5
[1] Per questo Giuseppe era d'aspetto florido e bello, perché in lui non
abitava nulla di cattivo.
Infatti il volto tradisce il turbamento dello spirito.
rendete buoni i vostri cuori davanti al Signore,
rendete piane le
vostre vie davanti
agli uomini;
così troverete grazia davanti al Signore e agli uomini
[3] Guardatevi, dunque,
dall'impudicizia,
perché l'impudicizia é madre dei mali
separandoci
da Dio e avvicinandoci
a Beliar.
[4] Io ho visto infatti nei
caratteri del libro
di Enoc, che i vostri
figli periranno a causa dell'impudicizia e con la spada faranno ingiustizia ai figli di Levi.
[5] Ma di fronte a Levi non potranno reggere, perché egli
combatterà la guerra
del Signore e vincerà ogni vostro
assalto.
[6] Saranno dispersi a piccoli gruppi in mezzo a Levi e a Giuda e fra di voi non
ci sarà più nessuno che tenga
il potere, come ha profetizzato anche
nostro padre nelle benedizioni.
Capitolo 6
[1] Ecco, vi ho detto tutto, per poter essere innocente del vostro peccato. [2] Se vi toglierete di dosso l'invidia e ogni durezza
di cuore,
come rosa
fioriranno le mie ossa
in Israele, come
giglio la mia carne
in Giacobbe.
Il mio profumo sarà come profumo del Libano, si
moltiplicheranno dei santi
usciti da me, per tutti i tempi
dei tempi i loro rami si estenderanno
per ampio tratto.
[3] Allora perirà la discendenza di Canaan
e resto non ci sarà in
Amalek.
Periranno tutti i
Cappadoci,
tutti i
Khettei scompariranno.
[4] Allora verrà meno la terra di Cam e tutto il popolo perirà.
Allora
tutta la terra sarà libera dal tumulto e
tutta la distesa sotto il cielo
dalla guerra.
[5] Allora Sem sarà glorificato, perché il Signore Iddio, il Grande d'Israele, apparirà sulla terra [come uomo] per salvare in sé Adamo.
[6] Allora tutti gli spiriti dell'inganno saranno
calpestati, e gli uomini
domineranno gli spiriti malvagi.
[7] Allora io risorgerò nella gioia e benedirò l'Altissimo per le sue meraviglie, [perché Dio, prendendo un corpo e mangiando insieme con gli uomini, li ha salvati].
Capitolo
7
[1] E ora, figlioli miei, ubbidite a Levi e a Giuda, non ribellatevi a nessuna
di queste due stirpi,
perché da esse sorgerà
per noi la salvezza
di Dio.
[2] Infatti il Signore farà sorgere da Levi [come] un Sommo Sacerdote e da Giuda [come]
un re [Dio e uomo]. Così salverà [tutti i popoli] e il popolo di Israele.
[3] Per questo io vi ordino di ordinare anche
voi ai vostri figli
di osservare questi comandamenti al loro tempo".
Capitolo
8
[1] Quando Simeone ebbe finito di fare queste raccomandazioni ai suoi figli, si addormentò coi suoi padri, all'età di centoventi anni.
[2] Lo deposero in un sarcofago di legno, per poi riportare le sue ossa in Hebron. Le riportarono di nascosto durante la guerra egiziana.
[3] Gli egiziani conservarono le
ossa di Giuseppe nelle tombe
reali,
[4] perché gli indovini avevano detto loro che, se le ossa di Giuseppe fossero uscite (dall'Egitto), vi sarebbero
state su tutta la regione oscurità e tenebra e grandi sciagure per gli egiziani, cosicché
nessuno, nemmeno con una lampada, avrebbe riconosciuto suo fratello.
Capitolo
9
[1] I figli di Simeone piansero il loro
padre. Restarono in Egitto fino ai giorni del loro esodo con Mosé.
TESTAMENTO DI LEVI, TERZO FIGLIO DI GIACOBBE E DI LEA
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19.
Capitolo 1
[I] Copia delle parole di Levi. Tutte le raccomandazioni che lasciò in testamento ai suoi figli, secondo le quali avrebbero
dovuto comportarsi, e tutte le
predizioni di ciò che sarebbe accaduto loro fino al giorno del giudizio.
[2] Era ancora sano, quando li chiamò a sé; ma gli era stato rivelato che stava per
morire. Quando si
furono riuniti, disse
loro:
Capitolo
2
[1] Io, Levi, fui concepito in
Harran e vi nacqui.
Poi venni con mio padre
a Sichem.
[2] Ero giovane, avevo circa venti anni, quando vendicai Dina, nostra sorella, insieme con Simeone, per l'offesa di
Emmor.
[3] Una volta, mentre pascolavo i greggi ad Abelmaul,
venne su di me lo spirito
di intelligenza del Signore e vidi tutti gli uomini smarrire la loro via: sopra le mura si era insediato il peccato e l'ingiustizia si era stabilita sopra la torre.
[4] Mi preoccupai per la stirpe dei figli degli uomini e pregai il Signore perché fossi salvo.
[5] Allora cadde su di me un sonno: vidi un monte alto ed io ero su di
esso.
[6] Ecco, si aprirono i cieli e un angelo del Signore mi disse: "Levi, Levi, entra".
[7] Entrai nel primo cielo e vi vidi molta acqua sospesa.
[8] E vidi ancora un secondo cielo molto più luminoso
e splendente: c'era infatti un'altezza
sconfinata.
[9] Domandai all'angelo: "Che significa questo cielo che é così?".
Mi rispose l'angelo: "Non ti
stupire di questo, perché vedrai un altro cielo ancora più splendente e più puro.
[10] Quando sarai salito lassù, sarai
vicino al Signore.
Sarai suo ministro.
rivelerai
agli uomini i suoi
misteri
e
annunzierai riguardo a
chi verrà a riscattare Israele.
[11] Attraverso te e Giuda Dio apparirà agli uomini, salvando in sé
stesso tutto il genere
umano.
[12] Da ciò che appartiene al Signore vengono i tuoi
mezzi di sostentamento. Egli sarà per te campo e vigna, frutto della terra, oro e argento.
Capitolo
3
[1] Ascolta dunque (ciò che
ti dico) dei cieli che ti sono stati mostrati. Quello
più basso, per questo ti appare
triste, perché vede tutte le
ingiustizie degli uomini.
[2] Esso tiene pronti fuoco, neve e ghiaccio per il giorno del giudizio (che sarà) nella giustizia di Dio. In esso infatti ci sono tutti gli spiriti delle punizioni, per fare vendetta degli uomini.
[3]
Nel secondo ci sono le potenze degli
accampamenti, (gli angeli)
schierati a battaglia
per il giorno del giudizio, per far vendetta degli spiriti dell'inganno e di Beliar. Al di sopra di
loro stanno i santi.
[4] Nella sede poi più alta di tutte c'é la grande gloria che é al di sopra
di ogni santità.
[5] Nel cielo sotto di esso ci
sono gli arcangeli, che prestano
il loro servizio e placano il Signore per tutti i peccati di ignoranza dei giusti.
[6] Offrono al Signore un aroma
profumato, un sacrificio
spirituale e incruento.
[7] Nel cielo sotto ci sono gli angeli che portano le risposte
agli angeli del volto del Signore.
[8] In quello ancora sotto ci sono i
troni e le potenze,
in esso si inneggia incessantemente
a Dio.
[9] Quando Dio volge il suo sguardo verso di noi,
tutti tremiamo: il cielo,
la terra e l'abisso
si scuotono davanti al volto
della Sua maestà.
[10] I figli degli uomini peccano e provocano l'ira dell'Altissimo, perché non
comprendono queste cose.
Capitolo
4
[1] Sappi ora che il Signore giudicherà i figli degli uomini. Quando le pietre si spaccheranno,
quando il sole si spegnerà,
quando le acque si
prosciugheranno, quando il fuoco
si ritirerà,
quando
tutta la creazione
sarà sconvolta, quando gli spiriti
invisibili saranno annientati, quando l'Ade sarà spogliato delle sue armi
[per la passione
dell'Altissimo],
gli uomini disubbidienti
induriranno nella loro ingiustizia
e per
questo saranno giudicati e puniti.
[2] L'Altissimo ha ascoltato la tua preghiera
di
separarti dall'ingiustizia
e di divenire per lui figlio,
servo e ministro del Suo volto.
[3] Tu brillerai in Giacobbe della luce della conoscenza
sarai come
un sole per tutta la stirpe di Israele.
[4] A te sarà data la benedizione,
e a tutta
la tua stirpe
finché il Signore non visiterà tutti i popoli con la Sua
[del Figlio Suo] misericordia per sempre
[solo che
i tuoi figli gli
metteranno le mani addosso per
impalarlo].
[5] Per questo ti é stata data prudenza e conoscenza,
per insegnare ciò ai tuoi figli.
[6] Infatti coloro che ti benedicono saranno benedetti,
E coloro che ti maledicono periranno.
Capitolo
5
[1] A questo punto l'angelo mi aprì le porte del cielo, e vidi il Santo Altissimo seduto sul trono.
[2] Mi disse: "Levi, ti ho dato le benedizioni del sacerdozio, finché io non
venga ad abitare in mezzo a Israele".
[3] Allora l'angelo mi riportò giù sulla terra, mi dette uno scudo e una spada, e mi disse: "Su Sichem vendica Dina, tua sorella, ed io sarò con
te, ché mi ha mandato
il Signore".
[4] Fu allora che uccisi i figli di Emmor, come sta scritto nelle tavole dei padri.
[5] Gli dissi: "Signore, Ti prego,
insegnami il tuo nome,
per poterti invocare nel giorno
dell'afflizione".
[6] Ed egli mi rispose: "Sono l'angelo che intercede per la stirpe d'Israele, perché non sia colpita".
[7] Allora mi svegliai e benedissi l'Altissimo.
Capitolo
6
[1] Quando arrivai da mio padre, trovai uno scudo di bronzo; e da questo
deriva il nome del monte, Aspis, che é
vicino a Gebal, a sud
di Abima.
[2] Io custodivo queste parole nel mio cuore.
[3] Dopo di questo, consigliai a mio padre e a Ruben, mio fratello, di dire ai figli di Emmor di farsi
circoncidere, perché ero pieno
di zelo per l'abominio che avevano fatto a mia sorella.
[4] Per primo uccisi Sichem e Simeone uccise Emmor.
[5] Subito dopo vennero i miei fratelli e colpirono
quella città a fil di spada.
[6] Quando mio padre lo seppe, si sdegnò e si addolorò, perché avevano
ricevuto la
circoncisione ed erano stati
uccisi; nelle benedizioni saltò il nostro nome.
[7] Avevamo peccato, perché avevamo agito contro il suo
parere. Quel giorno perfino si ammalò.
[8] Ma io sapevo che si trattava di un giudizio di Dio a rovina di Sichem, perché essi
volevano fare anche a Sara
e a Rebecca quello
che avevano fatto a Dina, nostra sorella. Ma Dio glielo impedì.
[9] Perseguitarono Abramo, nostro padre, perché era straniero,
danneggiarono i greggi
al tempo in cui c'erano bestie gravide e
torturarono tremendamente Eblae, un servo che gli era nato in casa.
[10] Trattarono allo stesso modo tutti
gli stranieri: +
rapivano a forza le
loro donne e le
cacciavano +
[11] Ma alla fine l'ira di Dio li prevenne.
Capitolo
7
[1] Dissi a mio padre Giacobbe: "Per mezzo tuo il Signore annienterà i Cananei e darà la loro terra a te e alla tua discendenza dopo di te.
[2] Da oggi Sichem sarà detta la città degli stolti,
perché come uno deride un pazzo, così li abbiamo derisi:
[3] fu una stoltezza quella che
commisero in Israele,
contaminando mia sorella".
[4] E partiti di là, andammo a Betel.
Capitolo
8
[1] Qui ebbi di nuovo una visione come la prima,
dopo che ci avemmo passato
settanta giorni.
[2] Vidi sette uomini, vestiti di
bianco, che mi dissero:Alzati
e indossa la veste del sacerdozio, la corona della giustizia, il pettorale
dell'intelligenza, la
stola della verità, il diadema della fedeltà, la mitra +
della testa + e l'efod della profezia.
[3] Ciascuno di loro portava un oggetto, me li misero addosso e mi dissero: Da ora sii sacerdote, tu e tutta la
tua discendenza.
[4] Il primo mi unse con l'olio sacro e mi dette un bastone.
[5] Il secondo mi lavò con acqua pura e mi fece mangiare pane e (bere) vino sacro; mi rivestì della stola sacra e gloriosa.
[6] Il terzo mi mise una veste di lino simile a un efod.
[7] Il quarto mi circondò di
una fascia simile a porpora.
[8]
Il quinto mi dette un ramo di grasso olivo.
[9] Il sesto mi pose sul capo una corona.
[10] Il settimo mi pose sul capo il diadema del sacerdozio e mi riempì le mani di incenso, cosicché
potessi esercitare
il sacerdozio per il Signore Iddio.
[11] E mi dicono:Levi, la tua discendenza si dividerà in tre
funzioni, come segno della gloria
del Signore che deve venire.
[12] Il primo ufficio sarà grande. Al di sopra di
esso non potrà essercene un altro.
[13]
Il secondo sarà costituito
dal sacerdozio.
[14] E in quanto al terzo, [gli sarà dato un nome nuovo, perché sorgerà un re da Giuda e farà un sacerdozio nuovo, secondo l'ordine dei pagani e per tutti i pagani.
[15] Amabile é la sua
apparizione come profeta
dell'Altissimo dal seme di Abramo, nostro padre].
[16] Ogni cosa che ci sia bella in Israele sarà tua e della
tua discendenza.
Mangerete ogni cosa
che sia bella a
vedersi,
la tua discendenza si dividerà la tavola del Signore.
[17] Da essa nasceranno dei sacerdoti,
dei giudici e degli scribi;
e secondo
il loro cenno sarà conservato
ciò che é sacro.
[18] Svegliandomi, mi resi conto che questo sogno era simile al
primo.
[19] Ma io tenni nascosto
anche questo nel mio cuore
e non lo rivelai a nessuno sulla terra.
Capitolo 9
[1] Dopo due giorni Giuda e io, insieme con nostro padre Giacobbe, partimmo per (andare a trovare) nostro nonno Isacco.
[2] E il padre di mio padre mi benedisse secondo le visioni che
avevo avuto; ma non volle venire con noi a Betel.
[3] Quando arrivammo a Betel, mio padre Giacobbe ebbe una visione che mi riguardava: sarei stato per loro come sacerdote.
[4] E alzatosi presto, versò al Signore tutte le decime per mano mia.
[5] Così arrivammo a Hebron per rimanervi.
[6] Isacco mi invitava continuamente a
imprimermi nella mente
la Legge del Signore, come mi aveva detto l'angelo.
[7] Egli (Isacco) mi insegnava la Legge sul sacerdozio, sui sacrifici, sugli
olocausti, sulle primizie,
sul sacrificio
volontario e su quello di salvezza.
[8] Tutti i giorni mi insegnava con grande impegno e mi diceva:
[9] "Guardati dallo spirito di impudicizia, perché é
tenace e può contaminare
il santuario
attraverso il tuo seme.
[10] Prenditi, dunque, quando
sei ancor giovane,
una moglie senza macchia, che non sia
stata di altri e che non venga da famiglia pagana.
[11] Prima di entrare nel tempio, làvati, e mentre
sacrifichi, sciàcquati le mani;
quando avrai finito
il sacrificio,
sciàcquatele ancora.
[12] Fa' offerte al Signore (solo) con legno dei dodici alberi sempreverdi, come
m'insegnò Abramo.
[13] Offri sacrifici al Signore di ogni animale e uccello puro.
[14] Offri le primizie di ogni
primogenito e della vigna
in sacrificio al Signore Iddio. Ogni sacrificio salalo col sale -.
Capitolo 10
[1] E ora osservate, figlioli, quanto io vi ordino, poiché vi ho rivelato quanto ho ascoltato dai miei padri.
[2] Ecco, sono innocente di ogni vostra empietà e della trasgressione che farete alla fine dei tempi [contro Cristo salvatore del mondo], ingannando Israele e attirando contro
di esso grandi mali da parte del Signore.
[3] Voi commetterete in Israele trasgressioni tali, che Gerusalemme non potrà reggere di fronte alla vostra malvagità, ma il velo del tempio si scinderà, per non coprire la vostra vergogna.
[4] Sarete dispersi come prigionieri fra le genti, e lì sarete di vergogna e di maledizione.
[5] Ma la casa che il Signore sceglierà, si chiamerà
Gerusalemme, come sta
scritto nel libro di Enoc il giusto.
Capitolo
11
[1] Quando, dunque, mi sposai, avevo ventotto anni; la donna si chiamava Melca.
[2] Essa concepì e partorì un figlio, cui pose nome Gersam, perché ci
trovavamo in terra straniera.
[3] Di lui io vidi che non era nella prima fila.
[4] Quando avevo trentacinque anni, nacque Kaath al tramonto.
[5] Vidi in una visione: stava in alto, in mezzo all'assemblea.
[6] Per questo lo chiamai Kaath, che significa principio di grandezza e unione.
[7] Come terzo figlio mi partorì Merarì, quando avevo quaranta anni, e poiché sua madre non riusciva a partorirlo, lo chiamò Merarì, cioé amarezza.
[8] Iokhabed nacque in Egitto, quando avevo sessantaquattro anni. Allora ero glorioso in mezzo ai miei fratelli.
Capitolo
12
[1] Gersam si sposò e generò da sua moglie Lomné e Semeé.
[2] I figli di Kaath erano Amram, Isakhar, Hebroné e Ozeel.
[3] I figli di Merarì erano Moolì e Musì.
[4] Quando io avevo novantaquattro anni, Amram sposò Iokhabed, la mia figliola,
perché lui e mia figlia erano nati nello stesso giorno.
[5] Avevo otto anni, quando entrai nella terra di Canaané e diciotto, quando uccisi Sichem. A diciannove diventai sacerdote e a ventotto mi sposai; a quaranta entrai in Egitto.
[6] E ecco, figlioli miei, voi siete
la terza generazione.
[7] Giuseppe morì quando avevo
centodiciotto anni.
Capitolo
13
[1] E ora, figlioli miei, vi ordino: temete il Signore Iddio vostro con tutto
il vostro cuore, e comportatevi con semplicità secondo tutta la sua Legge. [2] Insegnate anche voi ai
vostri figlioli a
leggere e scrivere,
perché
abbiano l'intelligenza
per tutta la loro vita,
leggendo incessantemente la Legge di Dio.
[3] Ché chiunque conosca la Legge del Signore, sarà onorato
e dovunque
vada, non resterà straniero.
[4] Ma acquisterà anche molti amici oltre ai genitori
e molti
fra gli uomini
desidereranno servirgli
e apprendere la Legge dalla sua bocca.
[5] Praticate, dunque, figlioli miei, la giustizia qua sulla
perché
possiate trovarla nei cieli.
[6] Seminate cose buone nelle vostre anime
e le
ritroverete nel corso
della vostra vita.
Ma se ci seminate cose cattive,
mieterete ogni turbamento e afflizione.
[7] Acquistate la sapienza nel timore del Signore,
così,
anche se finirete prigionieri,
anche se
saranno distrutte città
e campagne,
anche se
andrà perduto oro, argento e ogni bene,
nessuno
può togliere la sapienza al saggio,
tranne l'accecamento dell'empietà e l'indurimento
del peccato.
[8] Ché se uno si salva da queste azioni cattive,
allora gli
verrà splendente la sapienza anche di fronte ai nemici,
avrà una patria anche in terra straniera
e sarà trovato amico anche in mezzo a nemici.
[9] Chiunque insegna cose buone e le mette in pratica, terra,
sarà
compagno di trono di re, come Giuseppe, mio fratello.
Capitolo
14
[1] Io, dunque, figlioli miei, ho visto che alla fine dei tempi commetterete empietà contro il Signore, stendendo le mani malvagiamente, e diventerete oggetto di scherno in mezzo a tutti i popoli.
[2] Nostro padre Israele é puro dell'empietà dei Sommi Sacerdoti [che stendono
le loro mani contro
il salvatore del mondo].
[3] Come infatti il sole é più puro [di fronte al Signore] della terra, così anche voi
siete le lampade d'Israele
di fronte a tutti i popoli.
[4] E se voi diventerete tenebra a causa dell'empietà, che resterà da fare alle genti che vivono nella
cecità? Voi attirerete la maledizione
sopra la nostra gente
e così finirete col
distruggere la luce della Legge che é stata data per illuminare
tutti gli uomini,
insegnando comandamenti
contrari alla volontà
di Dio.
[5] Rapinerete il Signore delle Sue offerte e ruberete
dalla Sua parte ciò
che gli spetta, mangiandolo in spregio con le
[6] Insegnerete le Leggi del Signore per avidità;
infamerete
donne sposate,
starete in compagnia di prostitute
e di
adultere; prenderete in mogli
le figlie dei gentili
e
quest'unione sarà per voi come
Sodoma e Gomorra.
[7] Diventerete superbi per il vostro sacerdozio, alzandovi
contro gli
uomini; [e non solo
questo, ma anche contro i comandamenti
di Dio.]
[8] Disprezzerete le cose sacre, schernendo e
deridendo.
Capitolo
15
[1] Per questo, il tempio che il Signore si sceglierà sarà deserto per la vostra impurità, e voi sarete prigionieri tra tutti
i popoli.
[2] Voi sarete per loro oggetto di disprezzo, riceverete
infamia e vergogna grandissime da parte del giusto giudizio
Capitolo 16
[1] Ora io ho conosciuto che andrete errando per settanta settimane, contaminerete il sacerdozio e profanerete gli
altari.
[2] Metterete via la Legge e [con la condotta
cattiva] disprezzerete le parole dei profeti.
Perseguiterete
i giusti, odierete i
pii, vi vergognerete delle parole
di coloro che diranno la verità.
[3] [Un uomo che rinnoverà la Legge con la potenza dell'Altissimo, lo
considererete un ingannatore e alla fine vi muoverete a ucciderlo, senza
riconoscere la sua dignità
e riversando il sangue
innocente sulle
vostre teste per la
(vostra) malvagità].
[4] Per questo io vi dico che il vostro tempio sarà deserto fino alle fondamenta.
[5] Non ci sarà per voi luogo puro, ma in mezzo ai popoli sarete maledizione e
dispersione, finché Egli non volga di nuovo il Suo sguardo verso di voi,
abbia misericordia e
vi accolga [per mezzo della fede e dell'acqua].
Capitolo 17
[1] E poiché avete ascoltato riguardo alle settanta settimane, ascoltate anche riguardo al sacerdozio.
[2] Per ogni giubileo vi sarà un sacerdozio. Nel primo giubileo il primo unto al sacerdozio sarà grande, e parlerà a Dio come a un padre. Il suo sacerdozio sarà perfetto col Signore [e nei giorni della sua gioia Egli risorgerà per
la salvezza del mondo].
[3] Nel secondo giubileo l'unto sarà accolto con dolore dell'amato; il suo sacerdozio sarà onore e sarà glorificato da parte di tutti.
[4] Il terzo sacerdote sarà accolto con dolore.
[5] Il quarto sarà nelle doglie,
perché sotto di lui l'ingiustizia
raggiungerà il popolo,
e ogni ebreo odierà il suo prossimo.
[6] Il quinto sarà accolto nella tenebra.
[7] Così il sesto e il settimo.
[8] Sotto il settimo ci sarà una contaminazione, che
non posso dire di fronte agli uomini; ma coloro che la
commetteranno,
capiranno.
[9] Per questo essi si troveranno in prigionia e saccheggio:
la loro terra e il
loro possesso saranno
annientati.
[10] Nella quinta settimana torneranno nella loro terra devastata e
rinnoveranno il tempio
del Signore.
[11] Nella + settantasettesima +
verranno dei sacerdoti
idolatri, bellicosi, avidi,
superbi, trasgressori della Legge, empi, pederasti e
terofili.
Capitolo
18
[1] Quando il Signore avrà fatto vendetta di loro, il sacerdozio scomparirà.
[2] Allora il Signore farà sorgere un sacerdote nuovo,
al quale
tutte le parole del Signore saranno rivelate.
Egli farà
sulla terra un giudizio di verità, durante molti giorni.
[3] [Nel cielo sorgerà il suo astro,
come di un re,
brillando
della luce della conoscenza <come>
un giorno nel sole. Sarà
celebrato
su tutta la terra].
[4] Questi brillerà come il sole sulla terra
e farà scomparire ogni tenebra di sotto al cielo;
vi sarà pace su tutta la terra.
[5] Ai suoi giorni i cieli esulteranno,
[la terrà
gioirà]
e le nubi
si rallegreranno.
[La conoscenza del Signore si riverserà
sopra la terra,
Gli angeli della gloria [del volto del Signore] si rallegreranno di lui.
[e dal tempio della gloria verrà su di lui
la santità, con voce
paterna come da Abramo a Isacco].
[7] La gloria dell'Altissimo sarà
pronunciata sopra di lui,
e lo spirito di intelligenza e di santità riposerà su di
lui
[sull'acqua].
[8] Egli infatti darà la maestà del Signore ai suoi figli, in verità e per sempre.
Egli non avrà successori, di generazione in generazione e per
sempre.
[9] Al tempo del suo sacerdozio, i popoli cresceranno nella
conoscenza sulla terra;
saranno
illuminati per la grazia
del Signore.
[Ma Israele rimpicciolirà
nella mancanza di conoscenza
e si
ottenebrerà nel dolore].
Sotto il
suo sacerdozio scomparirà il peccato,
e i trasgressori della Legge cesseranno
di fare il male
[mentre i giusti riposeranno in Lui].
[10] Inoltre Egli aprirà le porte del paradiso
e devierà
la spada puntata
contro Adamo.
[11] Darà da mangiare dell'albero della vita ai santi e su di essi starà
lo spirito di santità.
[12] Beliar sarà legato da lui che darà ai suoi figli il potere di calpestare gli
spiriti maligni.
[13] Il Signore si rallegrerà dei
Suoi figli e si
compiacerà per sempre di coloro che ama.
[14] Allora esulteranno Abramo, Isacco e Giacobbe, anch'io gioirò e tutti i santi si rivestiranno di
gioia.
Capitolo
19
[1] E ora, figlioli miei, avete ascoltato tutto. Scegliete per voi o la luce o la tenebra, la Legge del Signore o le opere di Beliar".
[2] I suoi figli gli risposero dicendo: "Procederemo davanti al
Signore e ci
comporteremo secondo
la sua Legge".
[3] E il loro padre disse loro: "Testimone é il Signore, testimoni i Suoi angeli, testimoni voi e testimone io di ciò che
avete detto". I
suoi figli gli dissero: "Testimoni".
[4] Così Levi smise di dare ordini ai suoi figli, distese le sue gambe sul letto e si congiunse ai
suoi padri, dopo aver
vissuto centotrentasette anni.
[5] Lo deposero in un sarcofago e dopo lo seppellirono in Hebron insieme con Abramo, Isacco e Giacobbe.
TESTAMENTO DI GIUDA, QUARTO FIGLIO DI GIACOBBE E DI
LEA
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26.
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Giuda, che egli disse ai suoi figli prima di morire.
[2] Riunitisi, andarono a trovarlo ed
egli disse loro:
[3] "Ascoltate, figlioli miei, Giuda vostro padre. Fui il quarto figlio di mio padre Giacobbe, e Lea, mia madre, mi chiamò Giuda, dicendo:Ringrazio il Signore, perché mi ha dato anche un quarto figlio.
[4] Ero agile nella mia giovinezza, ed
ubbidiente a mio padre
in tutto quello che diceva.
[5] Onoravo mia madre e la sorella di mia madre. [6] Quando
divenni uomo, mio padre mi benedisse dicendo: Sarai un re, che avrà successo in tutto.
Capitolo
2
[1] Il Signore mi concesse il favore in tutto ciò
che facevo, sia in campagna
sia in casa.
[2] So che (una volta) feci alle corse con un cervo; lo raggiunsi e lo
imbandii per mio padre,
che lo mangiò.
[3] Vincevo alla corsa le gazzelle e raggiungevo tutto
quello che c'era nella pianura.
[4] Uccisi un leone e gli strappai un capretto dalla bocca. Preso per i piedi un orso, lo scaraventai in
un precipizio, dove
si sfracellò.
[5] Inseguii un cinghiale, lo superai
nella corsa e lo feci a pezzi.
[6] A Hebroné un leopardo assalì un cane, ma io,
afferratolo per la coda, lo scagliai
contro una pietra e si fracassò
in due pezzi.
[7] Trovai un bue selvatico che pascolava nella campagna, e, presolo per
le corna, lo feci roteare, lo accecai,
lo scagliai e così lo
ammazzai.
Capitolo
3
[1] Quando arrivarono, coperti di corazza, i due re dei cananei, ad assalire i nostri greggi, accompagnati da
molta gente e io ero
solo, corsi contro
il re di Hasor, lo presi per gli schinieri
e lo abbattei. Così lo uccisi.
[2] In quanto all'altro re, quello di Tafué, lo uccisi, mentre era a cavallo, e così dispersi tutta la sua gente.
[3] (Un'altra volta) trovai il re Akhor, un gigante, che scagliava
frecce da cavallo, in avanti e
all'indietro;
sollevai una pietra
da sessanta libbre, la scagliai
contro il cavallo e
lo ammazzai.
[4] Dopo aver combattuto con Akhor per due ore, lo uccisi. Spezzai in due il suo scudo e gli fracassai i piedi battendoli insieme.
[5] Mentre gli stavo togliendo di dosso la corazza, ecco che
cominciarono ad assalirmi otto uomini, suoi compagni.
[6] Io mi avvolsi la veste intorno al braccio
e, scagliando contro di loro pietre, ne uccisi quattro e gli
altri si dettero alla
fuga.
[7] Mio padre Giacobbe uccise Belisath, re di tutti i re, un gigante quanto a forza, alto dodici cubiti.
[8] Su di loro cadde il terrore e
smisero di combattere
contro di noi.
[9] Per questo durante gli scontri mio
padre era tranquillo, perché c'ero io insieme coi miei fratelli.
[10] Aveva infatti visto in una visione che mi riguardava che un angelo della forza mi seguiva in
tutto, cosicché nessuno poteva toccarmi.
Capitolo
4
[1] Dopo, ci capitò una guerra al sud, più grave di quella di Sichem. Schierato insieme coi miei fratelli, inseguimmo mille (nemici) e uccidemmo duecento uomini e quattro re.
[2] Io riuscii a salire sulle mura e uccisi il loro re.
[3] Così liberammo Hebron e prendemmo tutti prigionieri.
Capitolo
5
[1] Il giorno dopo muovemmo contro Aretané
una città forte e potente, che ci aveva
minacciato di morte.
[2] Io e Gad ci avvicinammo alla città da oriente, Ruben e Levi da occidente.
[3] Quelli dietro le mura, credendo che fossimo
soli, vennero ad assalirci. [4] Così, di nascosto, i miei fratelli salirono sulle mura da tutte le parti,
servendosi di pioli, ed entrarono in città, senza che loro se
ne accorgessero.
[5] La prendemmo così a fil di spada e bruciammo col fuoco quelli che si
erano rifugiati nella torre;
così prendemmo tutti
e tutte le loro cose.
[6] Mentre ce ne andavamo via di là, gli uomini di Tafué piombarono sulla
nostra preda. Noi,
consegnatala ai nostri figli,
attaccammo battaglia
con loro (inseguendoli) fino
a Tafué.
[7] Li uccidemmo, bruciammo la città e predammo quanto c'era in essa.
Capitolo
6
[1] Quando fui alle acque di Khozeba, quelli
di Yobel vennero a combattere
contro di noi.
[2] Attaccata battaglia, li mettemmo in fuga e uccidemmo quelli di
Silom, loro alleati,
senza dar loro un passaggio per avvicinarsi a noi.
[3] E di nuovo quelli di Makhir
ci assalirono cinque giorni
dopo per prenderci la preda.
Ma noi muovemmo
contro di loro e li vincemmo in dura battaglia, perché tra di
loro c'erano molti uomini forti. E noi uccidemmo anche loro,
prima che facessero la salita.
[4] Quando arrivammo alla città, le loro donne ci rotolarono
contro delle pietre giù dalla cima del monte, sul quale era la città. [5] Io e Simeone ci nascondemmo
alle loro spalle e
occupammo la cima.
Poi distruggemmo
anche questa città.
Capitolo
7
[1] Il giorno dopo ci fu detto che il re della città di Gaas, veniva
verso di noi con molta gente.
[2] Allora io e Dané fingendoci Amorrei, entrammo
nella loro città come
alleati.
[3] Nel cuore della notte, arrivati i nostri fratelli, aprimmo loro
le porte, e li distruggemmo tutti [e
tutte le loro cose].
Saccheggiate tutte le loro cose,
rademmo al suolo le loro tre cinta di mura.
[4] Poi ci avvicinammo a Thamna, dove stavano
tutte le loro provviste.
[5] Allora, offeso da loro, mi adirai e mossi contro
di loro sulla cima. E
quelli scagliavano contro di me pietre e frecce.
[6] E se Dané mio fratello, non mi avesse aiutato, mi avrebbero
potuto uccidere.
[7] Muovemmo contro di loro
con coraggio: si dettero tutti alla fuga, andarono da nostro padre per un'altra via e lo pregarono (di
fare la pace). [8] Non facemmo loro nulla di male, ma li tenemmo come
tributari e
restituimmo loro i loro prigionieri.
[9] Io costruii Thamna e mio padre Rabael.
[10] Quando ci fu questa guerra, avevo venti anni. [11] E i cananei temevano me e i miei fratelli.
Capitolo
8
[1] Io avevo molto bestiame e avevo come capo dei pastori
l'odolomita Yeram.
[2] Andatolo a trovare, vidi Barsaba, il re di Odolam. Egli ci invitò e fece per noi
un banchetto.
Confortatomi, mi dette
in moglie sua figlia, di nome Besue.
[3] Essa mi generò Er, Aunan e Selom. Due, il Signore li fece morire senza che
avessero figli, ma Selom lo lasciò in vita.
Capitolo
9
[1] Mio padre stette in pace diciotto anni con suo fratello Esaù e i suoi figli (stettero in pace) con noi, dopo il
nostro arrivo da
Labané dalla Mesopotamia.
[2] Ma, passati questi diciotto anni, quando io ne avevo
quaranta, Esaù, il fratello di mio padre, ci assalì con gente pesantemente
armata e forte.
[3] Giacobbe colpì con l'arco Esaù che, sul monte Seir, fu portato via morto.
[4] Noi inseguimmo i figli di Esaù; essi avevano anche
una città con mura di ferro e porte di bronzo, e non riuscimmo a
penetrarvi. Accampatici intorno, l'assediammo.
[5] E poiché non ci aprivano (le porte), dopo venti giorni avvicino, sotto i
loro occhi, una scala
(alle mura),
coprendomi il capo
con lo scudo; vi
salii resistendo alle pietre
e uccisi quattro dei
loro eroi.
[6] Ruben e Gad ne uccisero altri
sei.
[7] Allora ci chiedono la pace e, consigliatici
con nostro padre, li
accogliemmo (come tributari):
[8] ci davano (tutti gli anni) cinquecento cori di
orzo, cinquecento efe
d'olio, e cinquecento misure di vino fino alla carestia, quando
scendemmo in Egitto.
Capitolo
10
[1] Dopo di ciò, mio figlio Er prende in moglie dalla Mesopotamia Thamar, figlia di Aram.
[2] Er era malvagio e l'angelo del Signore lo fece morire.
[4] Allora detti a Thamar Aunané il mio secondo figlio, ed ecco il Signore lo uccise.
[5] Egli non ebbe rapporti con lei, seguendo l'astuzia di sua madre.
[6] Avrei voluto darle come marito anche Selom, ma sua madre non volle. Le
dispiaceva infatti che (Thamar)
non fosse come lei
delle figlie dei cananei.
Capitolo
11
[1] Menfi disse a suo marito che aveva intenzione di comprarmi:Perché - diceva - sento dire che lo vendono.
[2b]
Subito il capocuoco convocò gli ismaeliti e mi chiese in vendita,
[3a] ma non volendo comprarmi, si ritirò
dall'affare.
[2a] Allora essa mandò dagli ismaeliti un eunuco a chiedermi in vendita. [3b] L'eunuco, fatti dei sondaggi,
spiegò alla padrona che per lo schiavo chiedevano un prezzo troppo alto.
[4] Ma essa mandò un secondo eunuco, dicendo:Anche se
vogliono due mine,
dategliele. Non badate
al denaro. Solo,
comprami quello schiavo
e portamelo.
[5] Andò, dunque, l'eunuco, dette loro ottanta pezzi d'oro e mi prese; all'egiziana poi disse che ne aveva
pagati cento.
[6] Ma io, pur sapendo la cosa, tacqui, perché l'eunuco non fosse punito.
Capitolo
12
[1] Dopo di ciò, Thamar, essendo vedova e
avendo sentito dire, due anni dopo, che stavo
andando a tosare le pecore,
adornatasi come una sposa,
si mise a sedere nella città di Enan davanti
alla porta della città.
[2] Era infatti costume
degli amorrei che
la giovane sposa sedesse in
pubblico per prostituirsi, per sette giorni davanti alla porta della città.
[3] Io ero ubriaco di vino e non la riconobbi. Mi ingannò la sua bellezza con tutti i
suoi ornamenti.
[4] Uscii così dalla mia via per avvicinarmi a
lei e le dissi:Vengo
da te. Mi domandò:Che
mi darai?. E io le detti
in pegno il mio bastone,
la mia cintura e il diadema
della mia regalità. Quando andai
da lei, concepì.
[5] Non sapendo che cosa avevo
fatto, avrei voluto ucciderla. Ma lei,
fattimi avere di nascosto
i pegni, mi
confuse.
[6] Fattala venire da me, sentii da lei anche le
parole segrete che
avevo pronunciato dormendo ubriaco
con lei. Non potevo ucciderla,
perché la cosa veniva dal Signore.
[7] Infatti, mi ero domandato se non
avesse agito con inganno facendosi dare i pegni da un'altra.
[8] Comunque, non mi avvicinai più a
lei per tutta la mia vita,
perché avevo commesso
questa infamia in mezzo a tutto Israele.
[9] Per di più quelli della città mi avevano detto che alla porta della città non c'era prostituta, perché
lei era venuta da un
altro posto ed era stata seduta alla porta solo per breve tempo.
[10] Così credevo che nessuno sapesse che ero stato da lei.
[11] Dopo di ciò, a causa della carestia, andammo in Egitto da Giuseppe. [12] Allora avevo quarantasei anni e ne passai in Egitto settantatr‚.
Capitolo
13
[1] E ora vi ordino, figlioli miei, ascoltate Giuda, vostro padre, e osservate le mie parole, facendo la volontà del Signore e obbedendo ai
suoi comandamenti.
[2] Non fate il male, seguendo i vostri desideri e i pensieri delle vostre volontà con superbia di cuore; non vantatevi
delle opere e della forza della vostra giovinezza, perché
questo é male davanti
al Signore.
[3] Anch'io mi vantavo che in guerra non mi avesse ingannato nessun volto di donna bella e denigravo Ruben, mio fratello, per il fatto di Balla, moglie di mio padre; ma gli spiriti della gelosia e dell'impudicizia si
schierarono contro di me, finché non incappai in Besue la Cananea e in Thamar, mia nuora.
[4] Io l'avevo detto a mio suocero, che
volevo consigliarmi con mio padre,
e così sposare sua figlia;
ma egli non volle, anzi mi mostrò un'infinita quantità d'oro che era attribuita in dote a
sua figlia: egli era un re.
[5] Poi la adornò d'oro e di perle e le fece
mescere il vino a noi
durante il banchetto.
[6] Il vino travolse i miei occhi e il piacere ottenebrò il mio
cuore.
[7] Innamoratomi di lei, con lei
giacqui e trasgredii il comandamento
del Signore e quello
dei padri e la presi in moglie.
[8] Il Signore mi retribuì secondo il consiglio della mia anima: infatti non ho
goduto dei figli che
ebbi da lei.
Capitolo
14
[1] E ora dico, figlioli miei, non
ubriacatevi di vino,
perché il vino travolge la mente lontano dalla verità, immette (nell'animo) l'ira del desiderio e induce gli occhi all'errore.
[2] Infatti, lo spirito di impudicizia ha il vino come servo per (eccitare) il piacere della mente; ché sono questi
due che rubano la ragione
all'uomo. [3] Infatti, se bevi il vino fino all'ubriachezza, turba la tua mente con pensieri sporchi, scalda
il tuo corpo all'impudicizia con l'idea del piacere e ti fa peccare, senza lasciare che tu te ne
vergogni.
[4] Così é il vino, figlioli miei, che chi é
ubriaco non si vergogna di fronte a nessuno.
[5] Ecco, ingannò anche me,
cosicché non mi vergognassi nemmeno davanti a tutta la gente della città, ché fu davanti
agli occhi di tutti
che andai da Thamar e commisi un peccato grande, togliendo la coperta
dell'impurità dei
miei figli.
[6] Fu dopo bevuto il vino, che non mi
vergognai di fronte
al comandamento di Dio e sposai una donna cananea.
[7] Chi beve vino, figlioli miei, ha bisogno di molta intelligenza. E questa é
l'intelligenza che riguarda il bere il vino: finché si mantiene
il senso del pudore, si può bere.
[8] Ma se si supera il limite, la mente é invasa dallo spirito dell'inganno, che fa parlare l'ubriaco in maniera turpe e gli fa
trasgredire la Legge, senza provare vergogna, anzi vantandosi
del disonore e credendo che sia bene.
Capitolo
15
[1] Chi commette impudicizia non si
accorge quando é castigato e non si vergogna del disonore.
[2] Infatti, anche se uno é re, ma é impudico, é
privato del regno, una
volta che si é reso schiavo dell'impudicizia, come é capitato anche a me. [3] Ché consegnai il mio bastone, cioé il sostegno della
mia tribù, la mia fascia, cioé la potenza, e il diadema, cioé la gloria del mio regno.
[4] Poi me ne pentii e non toccai più vino né carne fino alla mia vecchiezza; non vidi più gioia alcuna.
[5] L'angelo di Dio mi mostrò che le donne dominano sia il re sia il povero: [6] al re portano via la gloria, al coraggioso la forza, al povero il più piccolo appoggio per la
(sua) povertà.
Capitolo
16
[1] State, dunque, attenti, figlioli miei, al limite del vino: in esso ci sono
quattro spiriti maligni: del desiderio, dell'ardore,
della lussuria e dell'avidità.
[2] Se bevete il vino in allegria, siate
morigerati col timore
di Dio; ma se in mezzo alla gioia il timore di Dio se ne va, viene
avanti l'ubriachezza
e (con essa) entra
(nell'animo) l'impudenza.
[3] Se poi volete vivere castamente, non
toccate per nulla il vino,
per non peccare con parole orgogliose, con
contese, con calunnie,
con trasgressioni dei
comandamenti di Dio, così da morire prima del vostro tempo.
[4] Inoltre il vino svela i segreti di Dio e degli uomini, come io svelai
alla cananea i comandamenti di Dio e i segreti di Giacobbe, mio padre, che Dio mi aveva detto di non rivelare.
Capitolo
17
[1] E ora vi ordino, figlioli miei, di non amare il denaro e di non guardare alla bellezza delle donne. Perché anch'io
fui ingannato dall'oro e dalla bellezza, per (cadere nelle mani di) Besue la Cananea.
[2] Io so che per questi due vizi la mia discendenza cadrà nel peccato,
[3] perché muteranno anche uomini saggi della mia discendenza e faranno sì
che diventi piccolo
il regno di Giuda, che il Signore mi dette per l'ubbidienza a
mio padre.
[4] Io, dunque, non ho addolorato mai mio padre Giacobbe perché ho
sempre fatto tutto
quello che mi diceva.
[5] Anche il mio bisnonno Abramo mi benedisse, perché
regnassi in Israele;
anche Giacobbe mi benedì, alla stessa maniera.
[6] Io so che il regno sorgerà da me.
Capitolo
18
[1] Ho visto anche quali mali commetterete negli ultimi
[2] Guardatevi, dunque, figlioli miei, dall'impudicizia
e dall'avidità; ascoltate Giuda, vostro padre.
[3] Tutto ciò allontana dalla Legge di Dio
e accieca la tendenza dell'anima;
e non
permette all'uomo di
aver compassione del
suo prossimo.
[4] Priva la sua anima di ogni bontà
e lo costringe in fatiche ed affanni.
e logora
la sua carne.
[5] Impedisce i sacrifici a Dio
Non ascolta il profeta che parla
e disdegna
le parole pie.
[6] (L'uomo che ha questi vizi) é schiavo di due passioni
che gli
sono nemiche, non può ubbidire a Dio, perché ha
accecato la sua anima, e cammina di giorno come nella notte.
Capitolo
19
[1] Figlioli miei, l'avidità conduce all'idolatria, perché é
nell'inganno del denaro che si pronuncia
il nome degli déi che
non sono; inoltre fa
sì che chi l'ha smarrisca sé stesso.
[2] Per il denaro io ho perduto i miei figli, e se non ci
fossero stati il mio pentimento, la mia
umiliazione e le preghiere
di mio padre, sarei
potuto morire senza figli.
[3] Ma il Dio dei miei padri ebbe pietà di me, perché lo
avevo fatto senza conoscenza:
[4] mi aveva accecato il principe dell'inganno e così restai senza conoscenza, come uomo e come carne corrotta nei peccati. Riconobbi la mia
debolezza nel ritenere di essere
invincibile.
Capitolo
20
[1] Sappiate, dunque, figlioli miei, che due spiriti seguono l'uomo, quello della verità e quello dell'inganno.
[2] E di mezzo c'é quello dell'intelligenza dell'animo, che é capace di
volgersi dove vuole.
[3] Tutto ciò che riguarda la verità e tutto ciò che riguarda l'inganno sta scritto nel petto dell'uomo. Dio conosce ogni cosa di
loro.
[4] E non c'é attimo, nel quale le
opere dell'uomo possano restare nascoste, perché
stanno scritte nel suo petto,
davanti al Signore.
[5] Lo spirito della verità rende testimonianza di
tutto e tutti accusa; così il peccatore arde dal suo stesso cuore e non può alzare
lo sguardo verso il
giudice.
Capitolo
21
[1] E ora, figlioli miei, questo é il
mio messaggio: amate Levi, perché possiate vivere; non ribellatevi contro di
lui, per non essere distrutti.
[2] Infatti Dio ha dato a me il regno e a lui il sacerdozio, e ha
sottomesso il regno
al sacerdozio.
[3] A me ha dato le cose della terra, a lui quelle del cielo.
[4] Come il cielo é più alto della terra, così il sacerdozio di Dio é più alto del regno terreno, a meno che il Signore non lo faccia cadere per il peccato e dominare dal regno terreno.
[5] L'angelo del Signore mi disse: il Signore ha scelto lui al di sopra
di te, per avvicinarsi
a Lui, mangiare della
Sua tavola e
offrirGli le primizie
delle cose buone dei figli d'Israele.
[6] Sarai in mezzo a loro come il mare. Come infatti in
esso sono agitati giusti
e iniqui, alcuni ad esser fatti
schiavi, altri ad
arricchirsi, ugualmente
in te (ci sarà) ogni tipo
di uomini: alcuni
rischiano di essere fatti schiavi e altri
arricchiscono rapendo le cose
degli altri.
[7] I re saranno come mostri marini,
che inghiottono uomini come pesci,
renderanno schiavi i figli e le figlie di uomini liberi,
ruberanno case, campi, greggi e possessi.
[8] Delle carni di molti
ciberanno ingiustamente
corvi e ibi,
procederanno verso il male, crescendo in avidità.
[9] Come tempeste saranno falsi profeti
e perseguiteranno tutti i giusti.
Capitolo
22
[1]
Il Signore porterà contro di loro
divisioni reciproche,
e in Israele ci
saranno guerre
continue.
[2] Il mio regno finirà per opera di stranieri, finché non
giunga la salvezza di
Israele, fino alla parusia del Dio di giustizia, cosicché Giacobbe e tutti i popoli vivranno in pace.
[3] Egli custodirà la forza del mio regno per sempre, perché
con giuramento il Signore mi ha giurato di
non togliere il regno alla mia discendenza, per sempre.
Capitolo
23
[1] Molto dolore, figlioli miei, mi é stato arrecato dalle
licenziosità e dalle magie che farete a disdoro del regno, seguendo chi parla col ventre, àuguri e spiriti dell'inganno.
[2] Delle vostre figlie farete delle
ballerine e delle prostitute;
vi mescolerete alle abominazioni
delle genti.
[3] Per questo Dio porterà contro di voi fame e peste, morte e spada [vendicatrice],
assedio [e cani per dilaniare] di nemici e vergogna di amici, [rovina e infiammazione
degli occhi] uccisione di bambini e
rapimento di spose, furto di beni e bruciamento del tempio di Dio, devastazione della
vostra terra e di voi
stessi schiavitù
fra le genti.
[4] Mutileranno i vostri figli, per farne degli eunuchi per le loro donne.
[5] Finché non vi rivolgerete al Signore con cuore perfetto, pentendovi e
comportandovi secondo
tutti i Suoi comandamenti,
e così il Signore rivolgerà a voi il Suo
sguardo misericordioso e vi ricondurrà (in patria) dall'esilio delle genti.
Capitolo
24
[1] Dopo di ciò,
sorgerà per voi una stella da Giacobbe, nella pace.
E verrà un
uomo della mia discendenza, come sole di giustizia,
che
camminerà con gli uomini
in mansuetudine e giustizia
e nessun peccato si
troverà in lui.
[2] I cieli si apriranno sopra di lui
a riversare lo spirito come benedizione del padre Santo.
Egli
verserà su di voi lo spirito
di grazia.
[3] Voi sarete nella verità
e procederete nei Suoi comandamenti,
nei primi
e negli ultimi.
[4] [Questo é il germoglio di Dio Altissimo,
questa é
la fonte per la vita di tutti].
[5] Allora brillerà lo scettro del mio regno
e dalla
vostra radice spunterà un pollone.
[6] Da essa fiorirà un bastone di giustizia per le genti,
a
giudicare e a salvare
tutti coloro che invocano
il Signore.
Capitolo
25
[1] Dopo di ciò, Abramo, Isacco e Giacobbe risorgeranno per la vita; io e i miei fratelli saremo i capi delle tribù di Israele: primo Levi, secondo io, terzo Giuseppe, quarto Beniamino, quinto Simone, sesto Issacar, e così tutti in
fila.
[2] Il Signore ha benedetto Levi, me l'angelo del Volto, le potenze della gloria Simeone, il cielo Ruben, la terra Issacar, il mare Zabuloné i monti Giuseppe, la tenda Beniamino, le stelle Dané la + delizia + Neftali, il sole Gad e la luna Aser.
[3] Ci sarà un solo popolo del Signore e una sola lingua,
e lì non ci sarà lo spirito d'inganno di Beliar,
perché sarà gettato nel fuoco per sempre.
[4] Coloro che sono morti nel dolore, risorgeranno nella gioia,
i poveri per il Signore saranno fatti ricchi e coloro che sono morti per il Signore, si risveglieranno
alla vita.
[5] I cervi di Giacobbe correranno
nell'esultanza
e le
aquile di Israele
voleranno nella gioia.
[Gli empi soffriranno e i peccatori
piangeranno].
E tutti i popoli glorificheranno
il Signore per sempre.
Capitolo
26
[1] Osservate, dunque, figlioli miei, tutta la Legge del Signore, perché c'é una speranza per tutti
coloro che si attengono alle Sue vie".
[2] (Giuda) disse loro: "Ecco,
io muoio oggi, in età di centodiciannove anni. [3] Nessuno mi seppellisca (avvolto) in una veste preziosa, ma
portatemi a Hebroné là dove sono i miei padri".
[4] Detto questo si addormentò; e i suoi figli fecero in tutto come aveva prescritto
loro. Lo seppellirono coi suoi padri a Hebron.
TESTAMENTO DI ISSACAR *, QUINTO FIGLIO DI GIACOBBE E DI LEA
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Issacar. Chiamati i suoi figli, disse: "Ascoltate, figlioli, Issacar, vostro padre, porgete orecchio alle parole dell'amato del Signore.
[2] Fui generato come quinto figlio a Giacobbe in ricompensa
delle mandragole.
[3] Infatti, Ruben, mio fratello, aveva portato delle mandragole dal campo, ma Rachele, andatagli incontro, le prese.
[4] Ruben si mise a piangere e alla sua voce uscì Lea, mia madre.
[5] Queste mele erano profumate,
quali produce la terra di Haran in alto, sotto a un precipizio d'acqua.
[6] Disse Rachele:Non te le do, ma
le voglio tenere in luogo
dei figli.
[7] Le mele, dunque, erano due.
Disse Lea:Ti basti avermi preso il marito. Non mi prenderai
anche queste?
[8] Le disse Rachele:Prenditi Giacobbe per questa notte in luogo delle mandragole di tuo figlio.
[9] Le rispose Lea: Giacobbe é mio, perché
io sono la sposa
della sua giovinezza.
[10] Disse Rachele:Non vantarti e
non gloriarti, perché egli fu fidanzato a me prima che a te, e per amor mio
servì nostro padre per
quattordici anni. [11] E se l'inganno non fosse cresciuto sopra la
terra e la malvagità degli uomini non si fosse estesa, tu non
saresti a guardare il
volto di Giacobbe. [12] Tu infatti non sei sua moglie, ma al posto mio fosti
introdotta presso di lui con l'inganno.
[13] Mio padre mi ingannò e quella notte mi tenne lontano. Fece in modo
che Giacobbe non mi
vedesse, perché se ci fossi
stata, non gli sarebbe capitato
questo.
[14] Ma per le mandragole ti presto per una notte Giacobbe.
[15] Giacobbe
conobbe Lea, che concepì e mi generò. Per questo compenso fui chiamato Issacar.
Capitolo
2
[1] Allora, dunque, apparve a Giacobbe un angelo del Signore, il quale gli disse che Rachele avrebbe avuto
dei figli, perché
aveva disprezzato
l'unione carnale e aveva scelto la continenza.
[2] E se mia madre Lea non avesse dato le due mele in cambio dell'unione carnale, avrebbe avuto
otto figli; per
questo invece ne fece sei e Rachele partorì gli altri due,
perché il Signore
aveva volto il Suo sguardo su di lei per l'affare delle mandragole.
[3] Aveva visto infatti che lei si
voleva unire con Giacobbe
per i figli e non per
il piacere.
[4]
Anche il giorno dopo, di nuovo, cedette Giacobbe. Per l'affare delle mandragole, dunque, il Signore esaudì Rachele.
[5] Per quanto poi le desiderasse, non
le mangiò, ma le offrì
nel tempio del Signore, portandole al sacerdote che c'era in quel tempo.
Capitolo
3
[1] Quando, dunque, diventai adulto, figlioli miei, mi
comportai con rettitudine
di cuore e feci il contadino per mio padre e per i miei fratelli e portavo frutti dai campi.
[2] Mio padre mi benediceva, vedendo che mi
comportavo in semplicità
davanti a lui.
[3] Non ero intrigante nel mio
comportamento, non invidioso
né malevolo verso il mio prossimo.
[4] Non ho mai calunniato nessuno,né
di alcuno ho biasimato
la vita.
[5] A trentacinque anni mi sposai, perché la fatica aveva distrutto
(ormai) la mia forza
e io non pensavo (più) al piacere
della donna, ma il sonno mi veniva a causa della fatica.
[6] Mio padre era sempre contento della mia semplicità, perché offrivo ogni primizia
al Signore attraverso
il sacerdote, e poi
anche a mio padre. [7] E il Signore raddoppiava i
Suoi beni nelle mie mani. E anche mio padre Giacobbe capì che il Signore aiutava la mia semplicità.
[8] Infatti nella semplicità del mio cuore offrivo tutto (ciò che
veniva) dai beni
della terra ai poveri e agli afflitti.
Capitolo
4
[1] E ora ascoltatemi, figlioli, e comportatevi con la semplicità del vostro cuore, perché ho capito che é in questa
che si fonda tutta
la benevolenza del Signore.
[2] Il semplice non desidera l'oro,
né
defrauda il prossimo;
non desidera cibi numerosi, né vuole una
veste diversa.
[3]
Non desidera di vivere a lungo, ma solo accetta la volontà di Dio.
[4] Nemmeno gli spiriti dell'inganno hanno su di lui
nessuna forza,
perché sa non essere sensibile alla bellezza femminile, [per non contaminare col turbamento il suo animo].
[5] La gelosia non entrerà nei suoi pensieri, [la
malevolenza non distrugge
la sua anima] né, con
l'avidità, la
confusione nell'animo.
[6] Egli si comporta con semplicità d'animo e tutto guarda con rettitudine di cuore, senza lasciare che i suoi occhi divengano cattivi per l'inganno del mondo, affinché non veda i comandamenti di Dio trasgrediti.
Capitolo
5
[1] Osservate, dunque, figlioli miei, la Legge di Dio, e acquistate la semplicità, comportatevi con schiettezza, non
immischiatevi negli affari
del prossimo.
[2] Ma amate piuttosto il Signore e il prossimo. Abbiate misericordia del povero e del malato.
[3] Piegate la vostra spalla al lavoro dei campi e coltivateli secondo ogni cultura,
offrendo doni al Signore con rendimento di
grazie.
[4] Perché il Signore vi benedirà per mezzo delle primizie dei frutti della terra, come ha fatto con tutti i suoi santi da Abele fino ad ora.
[5] A voi infatti non é concessa
nessun'altra parte,
se non (quella) del grasso
della terra, i cui frutti (si ottengono) a prezzo di fatica.
[6] Infatti anche mio padre Giacobbe mi benedisse con le benedizioni della terra e delle primizie.
[7] Anche Levi e Giuda furono glorificati
dal Signore perfino in mezzo ai figli di Giacobbe. Il Signore fissò per loro
un'eredità: a Levi dette il sacerdozio, a Giuda il regno.
[8] Ubbidite, dunque, a loro
e comportatevi secondo la semplicità di vostro padre. [Ma a Gad fu concesso di distruggere per Israele la pirateria che
si andava affermando].
Capitolo
6
[1] Io so, figlioli miei, che negli
ultimi tempi i vostri figli abbandoneranno la semplicità, si attaccheranno all'avidità, e, messa da parte la schiettezza, si avvicineranno alla malvagità. Abbandonando
i comandamenti del Signore, si attaccheranno a Beliar.
[2] Messa da parte l'agricoltura,
seguiranno i loro pensieri
cattivi; saranno dispersi tra le genti e saranno schiavi dei loro nemici.
[3] Voi, dunque, dite queste cose ai vostri figlioli, affinché, se peccano, ritornino
presto al Signore,
[4] perché é misericordioso e li libererà, facendoli
tornare nella loro terra.
Capitolo
7
[1] Io ho centoventidue anni e non ho conosciuto in me peccato da morire. [2] Eccetto mia moglie, non ho conosciuto altra donna. Non ho commesso impudicizia, alzando i miei occhi.
[3] Vino fino allo smarrimento non ho bevuto; nessuna cosa bella del prossimo ho desiderato.
[4] Inganno non c'é stato nel mio cuore, menzogna non é uscita
dalle mie labbra.
[5] Con chiunque soffrisse, ho gemuto,
e col povero ho
spartito il mio pane.
Non ho mangiato da
solo; non ho spostato confini.
Piamente
mi sono comportato in tutti i miei giorni; ho custodito la verità.
[6] Il Signore ho amato e ogni uomo con tutto il mio cuore.
[7] Fate questo anche voi, figlioli miei, e ogni spirito di Beliar fuggirà da voi, né alcuna opera di uomini malvagi avrà potere su di voi. Ogni bestia selvaggia sottometterete,
perché avrete con voi il Dio
del cielo e della terra, se procederete con gli uomini in semplicità di cuore.
[8] Ordinò loro che lo
portassero a Hebron e
lì lo seppellissero, insieme coi suoi padri.
[9] Stese le sue gambe, in buona vecchiezza si addormentò nel sonno eterno.
TESTAMENTO DI ZABULONÉ SESTO FIGLIO DI GIACOBBE E DI
LEA
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Zabuloné che egli lasciò in testamento ai suoi figli, quando aveva
centoquattordici anni,
due anni dopo la morte di Giuseppe.
[2] Disse loro: "Ascoltatemi, figli di Zabuloné fate attenzione alle parole di vostro padre.
[3] Io, Zabuloné nacqui come buon regalo
per i miei genitori:
quando infatti nacqui,
mio padre diventò ricchissimo in
pecore e bovi; fu
quando ebbe la sua parte
con l'affare dei bastoni variegati.
[4] Non ho coscienza d'aver peccato durante la mia vita, se non col pensiero.
[5] Non ricordo di aver commesso peccato, se non quello
che commisi per ignoranza contro Giuseppe, quando fui
fermo a consigliare
ai miei fratelli di
non raccontare a
mio padre l'accaduto.
[6] Ma piansi di nascosto per Giuseppe; infatti avevo paura dei miei fratelli, perché si
erano messi
d'accordo che chi avesse svelato
il segreto sarebbe stato ucciso.
[7] Ma quando vollero ucciderlo, li scongiurai
piangendo a non commettere quel peccato.
Capitolo
2
[1] Simeone e Gad andarono da Giuseppe per ucciderlo, ed egli disse loro: [2]Abbiate pietà di me, fratelli miei, abbiate compassione delle viscere di Giacobbe, nostro padre. Non alzate le vostre mani a versare sangue innocente, perché io non
ho peccato contro di
voi.
[3] E se anche avessi peccato, rimproveratemi,
fratelli miei, ma non
alzate la vostra mano contro di me, per amore di Giacobbe vostro padre.
[4] Quando ebbe detto queste parole, mi commossi, il
mio fegato si versò e si gonfiò tutto
l'intimo delle mie viscere.
[5] Piansi con Giuseppe e il mio cuore batteva forte e tremavano tutte
le giunture del mio corpo.
Non potevo più reggermi.
[6] Giuseppe, quando vide che piangevo insieme con lui e che
quelli si facevano avanti per ucciderlo, si rifugiò
dietro di me scongiurandoli.
[7] Frattanto Ruben, alzatosi, disse: Suvvia, fratelli miei, non
uccidiamolo, ma piuttosto
gettiamolo in una di queste cisterne secche, che i nostri padri hanno scavato,
senza trovare acqua.
[8] Per questo infatti il Signore ha impedito che
ci venisse l'acqua,
perché potessero essere
di salvezza a Giuseppe.
[9] E fecero così fino a quando lo vendettero agli ismaeliti.
Capitolo
3
[1] Il prezzo della sua (vendita), figlioli miei, non lo toccai.
[2] Simeone, Gad e altri sei nostri fratelli, preso il denaro della sua (vendita), ci comprarono calzari per sé, per le
loro donne e per i
loro figli, dicendo:
[3] Non mangiamo del prezzo della vendita, perché é prezzo del sangue del nostro fratello; piuttosto calpestiamolo
in ogni modo, perché aveva detto
di regnare sopra di
noi. Staremo a vedere
che vogliono dire i
suoi sogni.
[4] Per questo sta scritto nella Legge di Mosé: Chiunque non
voglia suscitare una discendenza
a suo fratello, gli
si tolga un calzare
e gli si sputi in faccia.
[5] I fratelli di Giuseppe non volevano la
vita del loro fratello e il Signore tolse loro il calzare che avevano portato contro il loro fratello Giuseppe. [6] Infatti, quando giunsero in Egitto, i servi di Giuseppe tolsero loro i calzari fuori dalla porta, e così si prostrarono davanti a Giuseppe, come si é soliti davanti al re
faraone.
[7] Non soltanto si prostrarono davanti a
lui, ma appena si furono inginocchiati davanti a lui, furono coperti di sputi, e disonorati da parte degli egiziani,
[8] perché avevano sentito dire che cosa gli
avevano fatto di male.
Capitolo
4
[1] Dopo che egli era già stato gettato nella cisterna, i miei fratelli si misero a sedere per mangiare.
[2] Ma io, pieno di compassione per Giuseppe, non mangiai. Nemmeno Giuda mangiava con loro,
perché faceva la guardia
alla cisterna:
temeva che Simeone e Gad balzassero dentro
per ucciderlo.
[3] Vedendo che non mangiavo
nemmeno io, mi dettero
l'incarico di custodirlo finché non fosse stato venduto.
[5] Giunto Ruben e sentito dire che (Giuseppe) era stato venduto durante la sua
assenza, stracciò la sua veste
e si lamentò dicendo:Come
potrò guardare il volto di mio padre Giacobbe?
[6] Preso il denaro, corse dietro ai
mercanti, ma non trovò
nessuno. Quelli avevano lasciato
la via grande, per fare una
scorciatoia attraverso il territorio
dei Trogloditi.
[7] Quel giorno non mangiò pane. Avvicinatosi a
lui, Dan gli disse:
[8] Non piangere e non affliggerti;
ho trovato che cosa diremo a
nostro padre.
[9]
Uccideremo un capretto e macchieremo
il vestito di Giuseppe. Poi lo
manderemo a Giacobbe dicendo: - Riconosci se é il vestito di tuo figlio -. [10] Infatti avevano tolto a Giuseppe il suo vestito, quando lo vendettero, e gliene
avevano messo un
altro da schiavo.
[11] Il vestito l'aveva preso Simeone e non voleva
darlo, perché avrebbe voluto ammazzarlo con la spada ed era adirato per non averlo ucciso.
[12] Allora tutti insorgemmo a dirgli
che, se non avesse dato
il vestito, avremmo detto a nostro padre che lui solo aveva commesso quel male in Israele.
[13] Così glielo dette e fecero come
aveva proposto Dan.
Capitolo
5
[1] E ora, figlioli miei, vi ordino di osservare i comandamenti del Signore, di esercitare la misericordia verso il prossimo e la compassione verso tutti,
non solo verso gli uomini,
ma anche verso gli esseri senza ragione.
[2] Per questo il Signore mi benedisse. Tutti i miei fratelli si ammalarono e io solo
scampai, perché il Signore
conosce l'intenzione di ognuno.
[3] Abbiate, dunque, la misericordia nelle
vostre viscere,
perché se (uno) fa qualcosa al suo prossimo, il Signore si comporterà con
lui allo stesso modo.
[4] Anche i figli dei miei fratelli si ammalarono e morirono
a causa di Giuseppe, perché non
ebbero misericordia
nelle loro viscere. I
miei figli invece la
scamparono senza ammalarsi, come sapete.
[5] Quando fui nella terra di Canaané lungo il mare, io pescavo per Giacobbe, mio padre. E per quanto a
molti capitassero sventure
sul mare, io restai senza danni.
Capitolo
6
[1] Io, dunque, fui il primo a fare una nave, per navigare sul mare, perché il Signore mi dette sapienza e scienza di
esso.
[2] Io gli adattai dietro un pezzo di legno e stesi una vela a un altro legno messo diritto nel mezzo della nave.
[3] Con questa io passavo da una spiaggia all'altra,
pescando pesci per
la casa di mio padre, fin quando non
giungemmo in Egitto.
[7] Feci, dunque, il
pescatore per cinque anni.
[8] D'estate pescavo
e d'inverno facevo il pastore insieme coi miei fratelli.
Capitolo
8
[4] Quando arrivammo in Egitto, Giuseppe non ci serbò
rancore.
[5] Anche voi, figlioli miei, tenete presente il suo esempio e amatevi gli uni gli
altri; nessuno tenga conto del male nei riguardi del fratello.
[6] Ché quest'atteggiamento divide
l'unità e disperde ogni stirpe;
turba l'anima e distrugge il volto.
Capitolo
9
[1] Fate attenzione alle acque: quando procedono
tutte insieme,
trascinano pietre, legni, terra e sabbia.
[2] Ma se si dividono in molti rami, la terra le assorbe e
diventano insignificanti.
[3] Anche voi, se vi dividerete, sarete
così.
[4] Non dividetevi, dunque, in due teste. Perché tutto ciò
che ha fatto il Signore ha una sola testa. Egli ha dato due spalle, due mani, due piedi, ma tutte quante
le membra obbediscono alla testa,
che é una.
[5] Ho conosciuto nello scritto dei miei padri che vi dividerete in Israele,
seguirete due regni diversi; commetterete ogni abominazione,
adorerete ogni idolo.
[6] Così i vostri nemici vi porteranno via prigionieri,e dimorerete fra i
popoli con molte malattie e tribolazioni.
[7] Dopo di ciò, ricordandovi del Signore, vi pentirete. Egli vi ricondurrà in patria, perché é misericordioso e compassionevole. Non tiene conto del male contro i figli degli uomini, perché sono carne e sono ingannati nelle loro azioni malvagie.
[8] Dopo di ciò, sorgerà per voi il Signore stesso, luce di giustizia. Ritornerete
alla vostra terra e
Lo vedrete in Gerusalemme attraverso
il Suo nome santo.
[9] Ma di nuovo con la malvagità delle vostre opere Lo irriterete. Da
Lui sarete rigettati fino
al tempo della fine.
Capitolo
10
[1] E ora, figlioli miei, non vi addolorate, perché sto morendo; né vi
abbattete, perché sono alla fine.
[2] Io risorgerò di nuovo in mezzo a voi, come un capo in mezzo ai suoi figli; gioirò in mezzo alla mia tribù, a quanti avranno
osservato la Legge
del Signore e i comandamenti di Zabuloné loro padre.
[3] Contro gli empi il Signore scaglierà il fuoco eterno e li distruggerà per
sempre.
[4] Io ora mi affretto verso il
mio riposo, come i miei padri.
[5] Voi temete il Signore, Dio nostro, con tutta la
vostra forza, per
tutti i giorni della
vostra vita".
[6] Detto ciò, si addormentò di un sonno bello.
I suoi figli lo posero in un sarcofago. Poi lo portarono a Hebroné dove lo seppellirono insieme coi suoi padri.
TESTAMENTO DI DANÉ SETTIMO FIGLIO DI GIACOBBE E DI
BALLA
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Dané che disse ai suoi figli all'estremo dei
suoi giorni, all'età di centoventicinque anni.
[2] Chiamò la sua famiglia intorno a sé e disse: "Ascoltate, figli di Dané le mie parole, fate attenzione alle parole di vostro padre.
[3] Io ho provato nel mio cuore e in tutta la mia vita che la verità accompagnata da giustizia di opere é cosa bella e cara a Dio e che la menzogna e l'ira sono cose cattive, perché
insegnano all'uomo
ogni malvagità.
[4] Oggi vi confesso, figlioli miei, che nel
mio cuore io decisi
la morte di Giuseppe, uomo buono e veritiero.
[5] Gioii della sua vendita, perché il padre lo amava più di noi.
[6] Infatti lo spirito dell'invidia e della
vanagloria mi diceva:Anche
tu sei suo figlio.
[7] E uno degli spiriti di Beliar mi aiutava dicendo: Prendi la
spada e con questa
uccidi Giuseppe;
così, una volta morto, il padre amerà te.
[8] Quello che mi persuadeva così era lo spirito dell'ira. Come un leopardo succhia un capretto, così (l'ira) mi aveva messo dentro di
succhiare Giuseppe.
[9] Ma il Dio dei miei padri non permise che
cadesse nelle mie mani,
perché lo trovassi solo e lo uccidessi, facendo così scomparire il secondo scettro di Israele.
Capitolo
2
[1] E ora, figlioli miei, ecco io
sto morendo e in verità vi dico che, se non vi
guarderete dallo spirito
della menzogna e
dell'ira, e non
amerete la verità e
la longanimità,
perirete.
[2] L'ira infatti é un accecamento e non lascia guardare il volto di nessuno secondo verità.
[3] Che si tratti del padre o della madre, essa si rivolge loro come a nemici; se é un fratello, non lo riconosce; se é un profeta del Signore, non presta ascolto; se é un giusto, non ci bada; se é un amico, non lo riconosce. [4] Perché lo spirito dell'ira getta intorno a lui
la rete dell'inganno,
accieca i suoi occhi, attraverso la menzogna ottenebra la
sua mente e gli dà il suo modo di vedere le cose.
[5] Con che cosa irretisce i suoi occhi? Con l'odio del cuore contro i suoi fratelli accompagnato
dall'invidia.
Capitolo
3
[1] L'ira infatti é cattiva, figlioli miei, così da diventare anima per l'anima. [2] Essa fa suo il corpo dell'irato, ne signoreggia l'anima e dà al corpo forza per commettere ogni trasgressione.
[3] E quando il corpo ha fatto tutto ciò, anche
la sua anima
giustifica ciò che ha commesso,
perché non vede rettamente.
[4] Per questo l'irato, se ha la capacità, ha nell'animo una forza triplice: una gli
viene dall'aiuto dei
suoi sottoposti, una seconda
dalla ricchezza, (con
la quale) convince e si impone ingiustamente [su di
lui], in terzo luogo, ha la forza naturale, con la quale
perpetra il male.
[5] Se poi colui che é adirato é debole, ha una forza doppia accanto a quella naturale; l'ira gli viene in aiuto in ogni occasione
con la trasgressione.
[6] Questo spirito insieme con la menzogna procede sempre dalla destra di Satana, cosicché le sue azioni sono nella
crudeltà e nella menzogna.
Capitolo
4
[1] Riconoscete, dunque, la potenza dell'ira, che é vana.
[2] Prima eccita attraverso la parola; poi rende forte l'adirato attraverso le opere, turba la sua volontà con l'amarezza di ciò che perde,
e così tiene desta la
sua anima con grande ira.
[3] Quando uno parla contro di voi, voi
non lasciatevi
muovere all'ira e se
uno vi loda dicendo che siete santi, non vi
inorgoglite. Non lasciatevi
trasportare né alla gioia
né all'amarezza.
[4] Per prima cosa infatti (l'ira) accarezza l'udito e così spinge la mente a pensare a qualcosa di
irritante; poi, quando uno é adirato, pensa che sia giusto adirarsi.
[5] Se vi capita qualche danno o perdita, figlioli, non agitatevi,
perché é proprio questo spirito
che fa sì che desideriate ciò che avete perso, affinché attraverso il desiderio cadiate nell'ira.
[6] E se qualcuno, volontariamente o
involontariamente, vi provoca
un danno, non vi addolorate; é dal dolore infatti che nasce l'ira insieme con la menzogna.
[7] L'ira insieme con la menzogna é un male dalla doppia faccia, e si uniscono insieme per turbare il cuore. Quando poi un'anima é turbata in
continuazione, il Signore
si allontana da lei e
la signoreggia Beliar.
Capitolo
5
[1] Osservate, dunque, figlioli miei, il comandamento del signore.
odiate la menzogna
affinché
il Signore abiti in voi
e fugga da
voi Beliar.
[2] Parlate la verità ciascuno col suo prossimo,e non cadrete
nell'ira e nei
turbamenti,ma starete in pace
e avrete il Dio della pace,né alcuna guerra vi vincerà.
[3] Amate il Signore in tutta la
vostra vitae fra di
voi con cuore
sincero.
[4] Io so che negli ultimi giorni abbandonerete il Signore,
vi
adirerete contro Levi,
vi
schiererete contro Giuda,
ma non li
potrete sopraffare,
perché un angelo del Signore li guida entrambi, ché é su
di essi che poggerà Israele.
[5] Quando vi allontanerete dal Signore, procedendo in ogni malvagità, commetterete le abominazioni delle genti, fornicando con donne di "senza legge". In ogni azione malvagia agiranno in voi
gli spiriti dell'errore.
[6] Lessi infatti nel libro di Enoc il Giusto che il vostro principe é Satana e che gli spiriti della malvagità e della superbia saranno a
disposizione dei figli
di Levi, per farli peccare davanti al Signore.
[7] I miei figli si avvicineranno a Levi e peccheranno insieme a loro in tutto,
mentre i figli di Giuda, pieni di avidità, rapiranno i beni altrui come leoni.
[8] Per questo sarete condotti [con
loro] in prigionia e lì riceverete tutti i
colpi dell'Egitto,
sarete oggetto di
tutta la malvagità
delle genti.
[9] Così, ritornati al Signore, troverete misericordia; vi condurrà al Suo santuario e vi darà la pace.
[10] Sorgerà per voi dalla tribù [di Giuda e] di Levi la
salvezza del Signore. Sarà lui stesso infatti che farà guerra a Beliar,
farà vendetta eterna dei vostri nemici.
[11] Libererà i prigionieri dalle mani di Beliar, [cioé le anime dei santi,]
rivolgerà i cuori infedeli verso il Signore; darà a
coloro che lo invocano la pace eterna.
[12] Riposeranno
nell'Edem i santi e
della nuova Gerusalemme
gioiranno i giusti,
[questa é la gloria eterna
di Dio].
[13] Mai più Gerusalemme
subirà
devastazione, né Israele
sarà condotto in schiavitù,
perché il Signore
starà in mezzo di essa [vivendo
con gli uomini].
Il Santo in Israele regnerà su di essa [in
umiltà e in povertà e chi crede in lui regnerà in verità nei cieli].
Capitolo
6
[1] E ora temete il Signore, figlioli miei, e guardatevi da Satana e dai suoi spiriti.
[2] Avvicinatevi a Dio e all'angelo che intercede per voi,
perché é mediatore
fra Dio e gli uomini e per la pace di Israele si ergerà di fronte al regno del nemico.
[3] Per questo il nemico cerca di far inciampare tutti
coloro che invocano
il Signore.
[4] Egli sa infatti che il giorno in cui Israele si convertirà,
il regno del nemico sarà annientato.
[5] E' infatti lo stesso angelo della pace che dà forza a Israele, perché non
precipiti nell'ultimo
dei mali.
[6] Durante il tempo in cui Israele trasgredirà la Legge, il Signore <non> si
allontanerà da loro e li tramuterà in un popolo che cerca la sua volontà, cosicché nessun
angelo sarà pari ad
esso.
[7] Il suo nome sarà Israele dappertutto,
[anche tra i pagani].
[8] Guardatevi, dunque, figlioli miei, da ogni opera malvagia,
rigettate
da voi l'ira e la menzogna, amate la verità e la longanimità.
[9] Tutto ciò che avete ascoltato da vostro padre, trasmettetelo
anche ai vostri figli,
[affinché vi accolga
il Salvatore delle genti: egli infatti é veritiero e longanime,
mite ed umile e insegna con le opere la Legge del Signore].
[10] State, dunque, lontani da tutta l'ingiustizia e aderite alla giustizia di Dio; così la nostra stirpe sarà salva per sempre.
[11] Seppellitemi vicino ai
miei padri".
Capitolo
7
[1] Detto questo, li baciò e si addormentò di un bel sonno.
[2] I suoi figli lo seppellirono e dopo riportarono in patria le sue ossa <e le deposero> dove erano Abramo, Isacco e Giacobbe.
[3] [Ma Dan aveva profetizzato loro che si sarebbero dimenticati del loro Dio e che sarebbero stati privati della terra della loro eredità, della stirpe d'Israele e della famiglia del loro seme].
TESTAMENTO DI NEFTALI, OTTAVO FIGLIO DI GIACOBBE E DI
BALLA
Capitolo
2
[1] Voglio poi raccontarvi
anche la visione che ebbi una volta,
mentre pascolavo il
gregge.
[2] Vidi i miei dodici fratelli che pascolavano il gregge insieme con me nella campagna. Arrivò nostro padre
e ci disse:Figlioli miei, correte e afferrate
ciascuno, davanti a me, quello che gli viene come sua parte.
[3] Gli rispondiamo:E
che prendiamo, se non vediamo nulla tranne il sole, la luna e le
stelle?.
Disse loro:(Scegliete) tra quelli.
[4] Quando Levi sentì questo discorso, afferrato con la mano un bastone, balzò sul sole, ci si sedette e lo cavalcò.
[5] Giuda, quando vide ciò, fece anche lui
così: afferrato un bastone, balzò
sulla luna
e la cavalcò.
[6] Lo stesso fecero tutte le tribù. Ognuno di loro si
mise a cavallo della sua stella o del suo pianeta nel cielo.
Soltanto Giuseppe restò solo sulla terra.
[7] Gli disse nostro padre Giacobbe:Figlio mio, perché tu
non hai fatto come i tuoi fratelli?.
Gli rispose:Padre, che hanno a che
fare i nati di donna col cielo?
Alla fine
staranno sempre sulla terra.
Capitolo
3
[1] Quando Giuseppe ebbe parlato così, apparve un toro magnifico che gli
stava accanto. Aveva ali
grandi simili ad ali di cicogna e corna magnifiche come corna di un cervo.
[2] Gli disse Giacobbe:Muoviti,
Giuseppe, figlio mio, e montagli a
cavallo. [3] Giuseppe si mosse e montò a cavallo del toro.
(Allora) Giacobbe,
nostro padre, si allontanò da noi.
[4] Per quattro ore Giuseppe si pavoneggiò
sul toro:
un po' camminava e correva, un po' volava su di lui qua e là, finché non si fermò
accanto a Giuda. Giuseppe stese il vessillo che
aveva in mano e cominciò a percuotere
suo fratello Giuda.
[5] Gli disse Giuda:Fratello mio, perché mi
colpisci?.
[6] Gli rispose:Perché tu hai in
mano dodici bastoni e io ne ho
solo uno. Dammeli e ci sarà pace.
[7] Giuda si rifiutò di darglieli.
(Allora) Giuseppe lo colpì
finché non gliene ebbe portati
via
dieci contro la sua volontà.
In mano
a Giuda non ne restarono che due.
[8] Disse Giuseppe a loro, ai suoi
dieci fratelli:Che ci
guadagnate a correre
dietro a Giuda e a Levi? Staccatevi da loro
e venite dietro a me.
[9] Quando i suoi fratelli ebbero sentito
tutto ciò dalla bocca
di Giuseppe, si
staccarono da Levi e da Giuda
tutti concordi, per andare
dietro a Giuseppe: insieme con Giuda non restarono che Beniamino e Levi.
[10] Quando Levi vide ciò, scese addolorato dal sole.
[11] Disse Giuseppe a suo fratello Beniamino:Beniamino,
fratello mio, non sei
mio fratello? Vieni anche tu con me. Ma Beniamino
si rifiutò di andare
con suo fratello Giuseppe.
[12] Al calar della sera venne un vento
forte, che separò Giuseppe
dai suoi fratelli. Non ne restarono due insieme.
[13] Quando ebbi questa visione,
la raccontai a mio padre
Giacobbe,
che mi disse:Figlio
mio, questo sogno non
fa né salire né scendere, perché non é un secondo sogno.
Capitolo
4
[1] Non passò molto tempo, che ebbi un'altra
visione:
[2] eravamo tutti assieme a nostro padre, Giacobbe, sulla spiaggia del mare Grande. Ed ecco una nave che avanzava in mezzo al mare senza marinai e senza nessuno
(altro).
[3] Ci disse nostro padre:Vedete anche voi quello
che vedo io?. Gli
rispondemmo:Lo vediamo.
[4] Ci disse:Guardate me e fate uguale. Poi nostro padre Giacobbe si levò le vesti e si gettò nel mare: lo seguimmo tutti.
[5] Davanti a lui era Levi e Giuda era primo; ci balzarono
dentro e Giacobbe con
loro.
[6] Dentro la nave c'erano tutti i beni del mondo.
[7] Disse loro nostro padre Giacobbe:Guardate l'albero, che cosa c'é scritto, ché non c'é nave che non rechi scritto sull'albero
il nome del suo proprietario.
[8] Levi e Giuda fecero attenzione e videro scritto questo sull'albero della nave: " Appartiene al figlio di Beracuele con ogni bene che c'é dentro".
[9] Quando nostro padre Giacobbe sentì
ciò, si rallegrò, si prostrò, alzò un inno di grazie al Signore, che sia benedetto.
Disse:Non é bastato
che mi benedicesse sulla terra, ma mi ha benedetto
anche sul mare.
[10] Subito dopo ci disse:Figli miei, ora siate valorosi, e
tutto quello che uno afferra,
quello é sua parte.
[11] Subito Levi balzò sull'albero maestro e vi si sedette.
[12] Dopo di lui saltò anche Giuda sul secondo albero, il più vicino
all'albero di Levi, e
anche lui vi si sedette.
[13] Il resto dei
miei fratelli afferrò ciascuno un remo;
nostro padre Giacobbe afferrò i
due remi timonieri, per governare con essi la nave.
[14] Giuseppe restò in disparte.
Gli disse nostro padre: Giuseppe,
figlio mio, afferra anche tu il tuo remo. Ma Giuseppe si rifiutò.
[15] Quando mio padre vide che Giuseppe
si rifiutava di afferrare
il suo remo, gli disse:Figlio mio, avvicinati
qua e afferra uno dei remi timonieri che tengo io e così piloterai la nave; i
tuoi fratelli remeranno con i loro remi
finché non sarete arrivati a riva.
[16] Egli ammaestrava
ciascuno di noi e ci diceva:Se guidate la nave così, non dovete aver paura né di nessuna onda del mare, né del vento della tempesta, se sorgesse contro di voi.
Capitolo
5
[1] Quando Giacobbe ebbe finito di darci questi ordini, scomparve da
noi. [2] Allora Giuseppe afferrò entrambi i remi timonieri, uno con la destra e uno con la sinistra: gli altri miei
fratelli vogavano e
la nave stava a galla
e scorreva sopra la superficie
dell'acqua.
[3] Levi e Giuda stavano seduti sui
due alberi, a guardare per quale via potesse andare la nave.
[4] Per tutto il tempo che l'opinione di Giuseppe e di Giuda fu la stessa, in
quanto Giuda insegnava a Giuseppe quale fosse la via giusta e Giuseppe vi guidava la nave, la nave procedeva sicura,
senza ostacoli.
[5] Ma a un certo momento scoppiò una lite
tra Giuseppe e Giuda,
e Giuseppe smise di pilotare la nave secondo i princìpi di
suo padre e le istruzioni di Giuda. La nave andò per una rotta
incerta, e le onde del mare
la spinsero contro uno scoglio, cosicché si fracassò.
Capitolo 6
[1] Allora Levi e Giuda scesero dagli alberi per mettersi in salvo. E anche tutti gli altri fratelli, me compreso,
ci mettemmo in
salvo sulla terra ferma.
[2] Ed ecco arrivò nostro padre Giacobbe e ci trovò dispersi uno di qua e
uno di là.
[3] Ci disse:Che v'é successo, figlioli miei? Forse non
avete guidato la nave come
si doveva (e) come io avevo ordinato?.
[4] Gli dicemmo:Viva la vita dei tuoi servi; noi non ci siamo allontanati da tutto
ciò che ci avevi ordinato.
Ma Giuseppe ha
trasgredito la (tua) parola,
in quanto non ha guidato
diritto la nave secondo i tuoi ordini e come gli
indicavano Levi e Giuda, perché li
invidiava.
[5] Ci disse:Mostratemi dov'é
(la nave). Egli
guardò; ed ecco le cime degli alberi erano visibili
ed ecco (la nave)
galleggiò sopra la superficie
dell'acqua.
[6] Mio padre fece un fischio e
noi ci radunammo tutti presso di lui.
[7] Si buttò in mare come la prima volta e raccomodò la nave.
[8] Rimproverò Giuseppe e gli disse:Non seguitare, figlio mio, a prenderti
giuoco e ad essere
geloso dei tuoi fratelli:
c'é mancato poco che
per causa tua tutti i
tuoi fratelli
perissero.
Capitolo
7
[1] Quando raccontai questa visione a mio padre, batt‚ le mani e sospirò; i suoi occhi versarono lacrime.
[2] Io mi sentivo disperato ed egli
non mi disse nulla.
[3] Afferrai la mano di mio padre, stringendola e
baciandola e gli dissi:
Ahimé,
servo di Yahweh,
perché i tuoi occhi
hanno pianto?.
[4] Mi disse:Figlio mio, poiché la visione ti si é
ripetuta, il mio cuore
si é abbattuto e il mio corpo
é desolato a causa di
mio figlio, Giuseppe, perché io l'ho
amato più di tutti
voi e voi, per la corruzione
di mio figlio Giuseppe, andrete in esilio e sarete dispersi in mezzo alle nazioni.
[5] Infatti la tua prima visione e la seconda sono tutt'e due
uguali: sono una visione
sola. Per questo figlioli miei, io vi ordino di non unirvi ai figli di Giuseppe, ma a Levi e Giuda.
Capitolo
8
[1] Voglio inoltre farvi sapere che la mia
sorte cadrà nella parte migliore del
centro del paese. Mangerete
leccornie e ve ne
sazierete.
[2] Vi ammonisco di non essere recalcitranti
nella vostra fortuna,
di non ribellarvi e di non trasgredire
gli ordini del Signore che vi sazia con le cose buone della Sua terra.
[3] Non vi dimenticate del Signore, Dio vostro e Dio dei vostri padri, Cui il nostro padre Abramo scelse, quando le stirpi umane si
separarono al tempo
di Faleg.
[4] Allora il Santo discese dal Suo cielo più alto e fece scendere (sulla terra) settanta angeli del servizio con Michele alla loro testa.
[5] Ordinò a ciascuno di
loro di insegnare
alle settanta
famiglie che erano uscite
dal fianco di Noé settanta lingue (differenti).
[6] Subito gli angeli scesero (sulla terra) e fecero secondo gli ordini del loro creatore. La lingua sacra, cioé l'ebraico, non restò che nella casa di Sem e di Eber e in
quella di Abramo,
nostro padre, che era uno dei loro discendenti.
Capitolo
9
[1] Quel giorno stesso Michele portò un messaggio da parte del Santo, che sia benedetto, e disse a ciascuna delle settanta nazioni presa
separatamente:
[2] Voi conoscete la ribellione che é in voi
e la congiura che avete fatto
contro il Signore del cielo e della terra. Ma ora scegliete, oggi stesso, chi volete servire e chi sarà il
vostro mediatore in
cielo.
[3] Rispose Nimrod, il malvagio, e disse:Per me, non c'é nessuno più grande di colui che
insegni a me e alla mia gente
la lingua di Kus nel giro di un'ora. [4] Risposero (così) anche
Put, l'Egitto, Tubal,
Yawané Mesek e Tiras, e così via ogni nazione. Ogni nazione scelse il suo angelo, e nessuna di
esse si ricordò del
nome del Santo, che sia benedetto.
[5] Quando però Michele si rivolse a
nostro padre Abrahamo:Abramo, chi scegli e chi
vuoi servire?, Abramo rispose:Io scelgo ed eleggo Colui
che parlò, e il mondo
fu; che mi creò nel
ventre di mia madre, corpo dentro un corpo, e che a questo corpo ha aggiunto spirito e anima. Scelgo Lui e a Lui mi
unisco io e la mia discendenza
per tutti i giorni
del mondo.
Capitolo
10
[1] Allora l'Altissimo separò le nazioni fra di loro e dette a ciascuna la sua parte e la sua dignità.
[2] E da allora tutti i popoli della terra restarono separati dal Santo, ad eccezione
della sola casa di Abramo, che restò col suo creatore per servirlo.
Dopo di lui, Isacco e
Giacobbe.
[3] Perciò, figlioli miei, vi scongiuro di non
smarrirvi e di non prestar culto a nessun altro dio se non a quello che
hanno scelto i vostri
padri.
[4] Tenete ferma la convinzione
che come Lui non c'é
nessun altro, né come Lui c'é
chi possa fare, né le Sue azioni
sono paragonabili a quelle degli altri sia in cielo che in terra, né c'é chi sappia compiere meraviglie quali le sue
imprese.
[5] Voi potete capire un po' la sua potenza dalla creazione dell'uomo. Quante mai sono le
Sue meraviglie!
[6] Creò (l'uomo)
dalla testa ai piedi:
con gli
orecchi ascolta,
col cervello
comprende,
col naso annusa,
dalla
trachea fa uscire la voce,
dall'esofago introduce cibo e bevanda,
con la milza ride,
col fegato si
adira;
il suo stomaco digerisce,
il polmone é per respirare [col polmone],
coi reni si lascia consigliare.
[7] E nessuno dei suoi membri cambia funzione, ma ognuno resta nel suo campo.
[8] Perciò é conveniente per l'uomo riflettere su tutte
queste cose,
chi sia
colui che l'ha creato,
chi sia
colui che l'ha formato nel seno della donna con
una goccia
(di seme)
maleodorante;
chi sia
quello che l'ha fatto
uscire alla luce del mondo,
chi gli ha
dato la vista degli occhi e il passo dei piedi,
chi lo mette e
lo colloca sulle sue fondamenta e sulla sua base,
chi gli ha
riservato buone ricompense per la sua conoscenza,
chi ha versato
su di lui un'anima vivente e
uno spirito
puro che viene da Lui.
[9] Beato
l'uomo
che non macchia
lo spirito santo
di Dio,
che (Egli stesso) ha posto e versato in Lui. Beato lui, se lo restituisce
puro a chi l'ha creato, come era il giorno in cui gli fu consegnato".
[10] Fin qui le parole di Neftali, figlio di Israele, con le quali egli ammonì i suoi
figli: il discorso é stato più dolce del miele.
Fine del Testamento di Neftali, figlio di Giacobbe.
Aggiunta del ms. e alla fine del v. II,
del Testamento di Levi *
[1] Allora lavai le mie vesti e le purificai in acqua pura.
[2] Tutto mi lavai in acqua viva. Tutte le mie vie resi dritte.
[3] Allora alzai al cielo i miei occhi e il mio volto. Aprii la mia bocca e parlai.
[4] Le dita delle mani e le mani aprii alla verità al cospetto dei santi. Pregai e dissi:
[5] Signore, tu conosci tutti i
cuori e tutti i pensieri delle menti. Tu solo sai.
[6] Ora i miei figli sono con me. Concedimi tutte le vie della verità.
[7] Tieni lontano da me, Signore, lo spirito ingiusto, e quello dei pensieri cattivi. Allontana da me l'impudicizia e la prepotenza.
[8] Mi sia mostrato, o Signore, lo spirito santo. Dammi
consiglio, saggezza, conoscenza e forza
[9] perché possa fare ciò che ti piace, trovare grazia di fronte a te e lodare le parole che tu mi rivolgi, Signore.
[10] Che nessun satana abbia potere su di me così da farmi deviare
dalla tua via.
[11] Abbi pietà di me. Avvicinami a Te, perché
possa essere tuo servo e prestarti culto come si conviene.
[12] Che il muro della
tua pace mi stia d'intorno. La tua protezione
potente mi protegga da tutti i mali.
[13] Concedi e cancella la malvagità di sotto il cielo. Annienta la malvagità dalla faccia della terra.
[14] Purifica il mio cuore, o Signore, da ogni impurità, e io mi innalzerò fino a te.
[15] Non allontanare il tuo volto dal figlio del tuo servo Giacobbe. Tu, Signore, hai benedetto mio padre Abramo e Sara mia madre.
[16] Tu dicesti di voler
concedere loro una discendenza giusta benedetta per tutti i secoli.
[17] Ascolta inoltre la voce di Levi, tuo servo, cosicché ti possa stare vicino.
[18] Rendimi partecipe
delle tue parole, così da poter emettere un giudizio verace, io e i miei figli per tutte le generazioni future.
[19] Non allontanare il figlio del tuo servo dal tuo volto per tutti i giorni futuri.
E mi tacqui dal pregare oltre.
Frammenti della Geniza e aggiunta del ms. e dopo Test. Levi, XVIII,
[11] Ce ne andammo da Betel e abitammo nella Fortezza
di Abramo, nostro padre, presso Isacco, nostro padre.
[12] Isacco, nostro padre, ci vide tutti, ci benedì e gioì.
[13] Quando seppe che ero diventato sacerdote del Dio Altissimo, Signore del Cielo, cominciò ad istruirmi insegnandomi
le norme del sacerdozio.
Mi disse:
[14] "Levi, guardati da ogni impurità e da ogni peccato. Le tue norme sono maggiori di quelle di chiunque altro.
[15] E ora ti esporrò le norme vere; non ti nasconderò
nulla nell'insegnarti le norme del sacerdozio.
[16] Prima di tutto, guardati da ogni dissolutezza e impurità nonché da ogni impudicizia.
[17] Prenditi una moglie della mia stirpe e non profanare il tuo seme con le prostitute. Infatti sei nato da un seme santo e il tuo seme é santo come il santuario. Sarai chiamato sacerdote santo di tutta la discendenza d'Abramo.
[18] Tu sei vicino al Signore e sei vicino a tutti i Suoi santi. Perciò sii puro nel tuo corpo da ogni impurità degli uomini.
[19]
Quando ti muovi
per andare al tempio, prima di tutto làvati interamente con acqua. Poi indossa l'abito sacerdotale.
[20] Quando ti sei vestito, lava di nuovo le tue mani e i tuoi piedi, prima di offrire una qualunque cosa sull'altare.
[21] E quando offri sull'altare una qualunque cosa che sia adatta al sacrificio, lava di nuovo le tue mani e i tuoi piedi.
[22] Metti sull'altare legna tagliata a pezzi e controlla prima di tutto che
sia libera da vermi. Dopo fa' il sacrificio. Ho visto che anche mio padre Abramo ci faceva attenzione.
[23] Di tutti i [dodici] generi di legno, mi disse che erano adatti a bruciare sull'altare quelli, il cui fumo aveva un buon
odore.
[24] Questi sono i loro nomi:
cedri, allori, mandorli, abeti, pini, frassini, cipressi,
fichi, olivi, ginepri, mirti,
asfalato.
[25] Questi sono (i legni) che egli mi indicò come adatti a bruciare sotto il sacrificio sopra l'altare.
Quando
avrai posto i loro pezzi di legno sopra l'altare e il fuoco comincerà ad appiccarsi
loro, allora comincia a spruzzare il sangue sui muri dell'altare.
[26] E di nuovo lava le tue mani e i tuoi piedi dal sangue.
Poi comincerai a offrire i pezzi salati.
[27] Per prima offri la testa e coprila di grasso; non far vedere il sangue del sacrificio del bove.
[28] Dopo (offrirai) il
collo e dopo il collo le gambe anteriori, dopo le gambe anteriori il petto
con i fianchi e dopo il petto le coscie coi lombi; dopo le coscie, i piedi assieme alle interiora, tutto lavato.
[29] Tutti questi (pezzi) devono essere salati col sale, come si conviene alla loro natura.
[30] Dopo di ciò la farina deve essere impastata con l'olio e infine il vino delle libagioni. Su tutto questo brucia
incenso.
<Tutti>
i tuoi gesti siano compiuti secondo la norma; tutti i tuoi sacrifici devono essere graditi, profumo gradevole
[31] Tutto ciò che fai, fallo
secondo la norma, secondo misura e peso. Non aggiungere nulla che non <sia adatto>.
Non omettere di tener conto di
ciò che é adatto <alle> le<gna>, che sono adatte
a offrire
tutto quello che si possa offrire sull'altare.
[32] Per il bue grosso
ci vuole un talento di legna,
quanto a peso. Se si offre soltanto il grasso, sei mine. Se si tratta
dell'offerta di un bue non molto grosso (a questo punto il testo aramaico si interrompe
e si può continuare con la traduzione greca) ci vogliono cinquanta mine di legno.
Se poi si tratta solo del suo grasso, (bastano) cinque mine.
[33] Per un vitello grosso
(ci vogliono) quaranta mine (di legna).
[34] Se é da offrire
un montone o un capro, anche per
questo (ci
vogliono) trenta mine; ma per il grasso, tre.
[35] Se (si tratta)
di un agnello o di un capretto, (ci vogliono) venti mine; ma
per il grasso due mine.
[36] Se invece (si tratta)
di un agnello grosso, di un anno, o di un capretto (delle stesse dimensioni), (ci vogliono) quindici mine; per il grasso una mina e mezzo.
[37] Cospargi di sale il bue grosso,
in modo da salare la sua carne e mettilo sull'altare. Per il bue la quantità adatta é un saton. Col sale che avanza, sala la pelle.
[38] Per il bue non
molto grosso, (ci vogliono) cinque sesti di saton.
Per il vitello, mezzo saton.
[39] Per il montone
(ci vuole) mezzo satoné e per il capro la
stessa quantità.
[40] Per l'agnello
e per il capretto (ci vuole) un terzo di
saton.
Questa é
(la quantità di) farina che ci vuole per questi (animali).
[41] Per il bove grosso,
per quello meno grosso e per il vitello (ci vuole) un saton di
farina.
[42] Per il montone
e per il capro (ci vogliono) due terzi di
saton;
per l'agnello e per il capretto, (ci vuole) un terzo di
saton.
[43] per il bove (ci
vuole) un quarto di saton lavorato con la farina.
[44] Per il montone
un sesto
di saton
e per l'agnello un ottavo di saton [e d'agnello]. In quanto al vino,
(ci vuole) nella stessa misura dell'olio, sia per il bove, sia per il montone, sia per il capretto, per versare in libagione.
[45] Quanto all'incenso,
(ce ne vogliono) sei sicli per il bove, la metà per il montone e un terzo per il capretto.
La farina deve essere
sempre impastata con l'olio.
[46] Se offri la
carne
sola,
senza il grasso, su di essa deve essere offerto incenso,
per un peso di due sicli. Un terzo di saton é un terzo di efa.
[48] E ora, figlio
mio, ascolta le mie parole e da' retta ai miei comandamenti: non si allontanino queste mie parole
dal tuo cuore durante tutti i tuoi giorni,
perché sei sacerdote santo del Signore.
TESTAMENTO DI GAD, NONO FIGLIO
DI GIACOBBE E DI ZELFA
Capitolo
1
[1]
Copia del testamento di Gad, le cose che disse ai suoi figli all'età di centoventicinque anni. Egli disse loro:
[2] "Ascoltate, figlioli miei: nacqui come nono figlio a Giacobbe; ero coraggioso alla guardia dei greggi.
[3] Di notte guardavo il gregge e quando veniva
il leone, il lupo, il
leopardo, l'orso o un'altra fiera ad
assalire il gregge, la inseguivo e
la raggiungevo; la prendevo con la mano per un piede, la
scagliavo quanto si può scagliare un sasso e l'ammazzavo.
[4] Una volta, mio fratello Giuseppe pascolava il gregge insieme con noi per trenta giorni e, essendo
giovanetto, si ammalò
per il gran caldo.
[5] Ritornò a Hebron da nostro padre, che lo mise a letto vicino a sé,
perché lo amava.
[6] Giuseppe disse a nostro padre che i figli di Zelfa e di Balla uccidevano le bestie più belle e le mangiavano
contrariamente alla volontà
di Ruben e di Giuda.
[7] Infatti mi aveva visto levare un agnello dalla bocca di un orso, che ammazzai; ma uccisi anche l'agnello. Mi dispiacque
per l'agnello, perché
non poteva vivere: lo
mangiammo.
[8] Per questo vissi adirato contro Giuseppe fino al giorno in cui fu venduto.
[9] Lo spirito dell'odio era dentro di me e non avrei
voluto né sentirlo né vederlo, perché ci aveva biasimato in faccia dicendo che mangiavamo
le bestie del gregge senza Giuda. Qualunque cosa,
infatti, dicesse al
padre, gli credeva.
Capitolo
2
[1] Io riconosco ora il mio peccato, figlioli, che moltissime
volte avrei voluto ammazzarlo, perché
l'odiavo con l'anima.
[2] Anche per i sogni accrebbi l'odio contro di lui e
avrei voluto cancellarlo dalla terra dei viventi, allo
stesso modo che il vitello
strappa l'erba del prato.
[3] Giuda lo vendette di nascosto agli Ismaeliti.
[5] Così il Dio dei nostri padri lo protesse dalle nostre mani, perché non
commettessimo in Israele
un peccato grande.
Capitolo
3
[1] Ora ascoltate la parola della verità, per praticare la
giustizia e osservare tutta la Legge dell'Altissimo; non vi
lasciate ingannare
dallo spirito dell'odio, perché é cattivo in tutte le azioni degli uomini.
[2] Qualunque cosa uno faccia, colui che odia lo aborre; se c'é uno che osserva la Legge del Signore, non lo loda; se c'é uno che teme il Signore e vuole ciò che é
giusto, non lo ama.
[3] Disprezza la verità, invidia colui cui le cose vanno bene, ha cara la maldicenza, ama la superbia, perché l'odio accieca la sua anima, come anch'io
allora guardavo Giuseppe (da cieco).
Capitolo
4
[1] Guardatevi, dunque, figlioli miei, dall'odio, perché pecca direttamente
contro il Signore.
[2] Non vuole infatti ascoltare le parole dei Suoi comandamenti riguardo all'amore per il prossimo; così pecca contro Dio.
[3]
Se infatti cade un fratello, subito cerca di farlo sapere a tutti e si dà da fare perché,
giudicato e punito,
possa morire.
[4] Se ha a che fare con uno schiavo, lo mette contro il suo padrone e lo assale con
ogni tribolazione,
per vedere se può ucciderlo.
[5] L'odio fa causa comune con l'invidia anche contro
coloro che hanno fortuna:
quando sente dire e vede che le cose vanno bene, sempre si ammala.
[6]
Come l'amore vorrebbe far vivere perfino i morti e vorrebbe
richiamare indietro
coloro che sono stati
condannati a morte,
così l'odio vorrebbe
ammazzare chi é vivo
e non vorrebbe che vivessero coloro che hanno commesso un piccolo peccato.
[7] Infatti lo spirito dell'odio, attraverso la
piccolezza di spirito,
agisce insieme con Satana, in tutte le occasioni, per la morte degli uomini. Invece lo spirito dell'amore, attraverso la grandezza d'animo, agisce insieme con la Legge di Dio per la salvezza degli uomini.
Capitolo
5
[1] Cattivo, dunque, é l'odio, perché sta continuamente attaccato alla menzogna, parlando
contro la verità: fa grandi le cose piccole, presenta la luce come tenebra, il dolce dice che é
amaro; insegna
calunnia, ira, guerra, prepotenza e ogni avidità; riempie il cuore di mali e di veleno diabolico.
[2] Questo per esperienza vi dico, figlioli miei, perché cacciate da voi l'odio che é diabolico e aderiate
all'amore di Dio.
[3] La giustizia caccia l'odio, l'umiltà uccide l'invidia: il giusto e umile si vergogna di commettere ciò che é ingiusto, pur non
essendo condannato da
altri, ma solo dal suo cuore,
perché il Signore
sorveglia la sua anima.
[4]
Non sparla dell'uomo pio, perché il timore di Dio abita in lui.
[5] Temendo di offendere il Signore, non vuole in
alcun modo commettere
ingiustizia contro
nessuno, nemmeno col pensiero.
[6] Questo capii da ultimo, dopo che mi fui pentito riguardo a Giuseppe. [7] Il vero pentimento, quello secondo Dio, distrugge l'ignoranza, fa fuggire la
tenebra, illumina gli occhi, procura all'anima la conoscenza e guida la volontà verso la salvezza.
[8] Ciò che non ha imparato dagli uomini, lo apprende dal pentimento.
[9] Il Signore mi mandò una malattia di fegato e, se le preghiere di mio padre non mi avessero aiutato, poco mancò che
morissi.
[10] L'uomo é punito con la sua stessa
trasgressione.
[11] Poiché il mio fegato fu spietato
contro Giuseppe,
soffrendo di fegato
fui condannato senza pietà a dieci volte il tempo che ce l'ebbi con Giuseppe.
Capitolo
6
[1] E ora, figlioli miei, questa é
la mia esortazione: amate
ciascuno il suo prossimo
e cacciate l'odio dai vostri cuori. Amatevi gli uni gli
altri con i fatti,
con le parole e con
l'atteggiamento dello
spirito.
[2] Io, in faccia a mio padre, parlavo con Giuseppe pacificamente,
ma una volta uscito dalla sua presenza, lo spirito dell'odio mi ottenebrava la mente e sconvolgeva
la mia ragione fino
al punto che l'avrei ucciso.
[3] Amatevi gli uni gli
altri di cuore; e se
uno pecca contro di
te, parlagli in pace,
senza nascondere inganno dentro di te; se
poi si pente e
confessa, perdonagli.
[4] Ma se nega, non bisticciare
con lui, ché, se giurasse, tu faresti due peccati.
[5] [Che nessun estraneo ascolti il
vostro segreto durante
l'alterco, affinché non ti odi, divenga tuo nemico e commetta (così)
un grande peccato a causa tua, perché parlerà spesso di te
con menzogne e si affaccenderà intorno a te nel male, avendo ricevuto il veleno da te].
[6] Ma se negherà, perché si vergogna di essere convinto,
lascialo in pace
senza convincerlo; ché colui che nega (in queste
condizioni di spirito),
si é pentito di
averti fatto del male: avrà timore e starà in pace (con te).
[7] Se poi é spudorato e insiste nel male, anche in questo caso perdonagli di cuore e lascia la vendetta a Dio.
Capitolo
7
[1] E se a uno le cose vanno meglio che a voi, non
ve ne addolorate, ma pregate per lui,
perché gli vadano perfettamente.
Ché
questo é vantaggioso per voi.
[2] E se uno si innalza ancora di più,
non invidiatelo,
ricordando che ogni essere
vivente deve morire. Piuttosto, offrite inni al Signore, che é quello che
dà i beni e ciò che é utile a tutti gli uomini.
[3] Cerca la volontà di Dio: Egli ti illuminerà e
darà pace alla tua volontà.
[4] Se poi uno arricchisce col male, come Esaù, il fratello di mio padre, non invidiatelo. Aspettate
il tempo del Signore:
[5] Egli può togliere questi beni con sventure, o lasciarli, se il
possessore si é pentito,
o ancora, se non si pente,
può lasciarglieli per una punizione eterna.
[6] Chi é povero e senza invidie e in tutto rende grazie al Signore, questi é il più ricco di tutti, perché
non ha la fatica cattiva degli uomini.
[7] Cacciate, dunque, l'odio dalle anime vostre e amatevi tra di voi con rettitudine di cuore.
Capitolo
8
[1] Dite queste cose anche voi ai vostri
figli, perché onorino
Levi e Giuda, in quanto é da
essi che il Signore,
per voi, farà sorgere
la salvezza per Israele.
[2] Io ho saputo che i vostri figli si staccheranno da loro
alla fine dei tempi e staranno lontani dal Signore con ogni malvagità, cattiveria e corruzione".
[3] Dopo essersi riposato un po'
riprese: "Figlioli
miei, obbedite a vostro padre
e seppellitemi
vicino ai miei padri".
[4]
Stesi i suoi piedi, si addormentò in pace.
[5]
Cinque anni dopo lo
trasportarono a Hebron
e lo seppellirono coi
suoi padri.
TESTAMENTO DI ASER *, DECIMO FIGLIO DI GIACOBBE E DI
ZELFA
Capitol
1
[1] Copia del testamento di Aser, che cosa disse ai suoi figli all'età di centoventicinque anni.
[2] Era sano quando disse loro:
"Ascoltate, figlioli di Aser, vostro padre e vi mostrerò ciò
che é retto davanti a Dio.
[3] Dio ha dato ai figli degli uomini due vie, due volontà, due azioni, due modi di comportarsi e due fini.
[4] Per questo tutte le cose sono due a due,
l'una di fronte
all'altra.
[5] Ci sono infatti due vie, quella del bene e quella del male. Su queste si
fondano le due volontà
che stanno nel nostro petto
e che servono a
distinguerle.
[6] Se, dunque, l'anima vuole procedere bene, compie tutte le
sue azioni nella giustizia, e anche se pecca, subito si pente,
[7] perché, pensando ciò che é giusto e respingendo la malvagità, rovescia
subito a terra il male e sradica il peccato.
[8] Ma se la volontà piega verso il male, ogni sua azione é nel male, in quanto respinge
il bene, aderisce al male e dominata da Beliar. Anche se fa il bene, lo cambia in male.
[9] Quando comincia a fare il bene, conduce nel male la fine dell'azione, ché lo scrigno della volontà é pieno di spirito cattivo.
Capitolo
2
[1] C'é (per esempio) l'anima che a parole mette il bene al di sopra del male, ma conduce nel male la fine dell'azione.
[2] C'é l'uomo che non ha misericordia di chi lo
aiuta col male: anche
questo é un caso di doppia faccia, ma l'insieme é cattivo.
[3] C'é l'uomo che ama chi fa il male [come nel male é lui], così da
scegliere di morire
nel male per amore suo: anche riguardo a questo caso, é evidente che si tratta di doppia faccia, ma l'insieme é un'azione cattiva. [4] Anche se c'é amore é nel male; l'amore nasconde il male, perché di nome (in questo caso) é come bene. Ma la conclusione dell'azione si risolve nel male.
[5] C'é chi ruba, commette ingiustizia, rapina, fa
prepotenze, ma tuttavia ha misericordia
dei poveri: anche
questo é un caso di doppia faccia, ma l'insieme é cattivo.
[6] C'é chi é prepotente col
prossimo, suscita l'ira di Dio, trasgredisce il giuramento fatto in nome dell'Altissimo, tuttavia ha misericordia del povero; disprezza e provoca a sdegno il Signore che ha dato la Legge, tuttavia dà ristoro al povero.
[7] Macchia l'anima e fa splendente il corpo, uccide molti e ha pietà di pochi. Anche
questo é un caso di doppia faccia, ma l'insieme é cattivo.
[8] C'é chi commette adulterio e fornicazione,
ma tuttavia si astiene dai cibi:
anche digiunando, fa il male;
con la potenza e con
la ricchezza travolge molti e, se osserva dei comandamenti, lo fa per
eccesso di malvagità:
anche questo é un caso
di doppia faccia, ma l'insieme é cattivo.
[9] Questa gente é (come) le lepri,
che per metà sono pure, ma in realtà
sono impure.
[10] Così ha detto Dio nelle tavole delle Leggi.
Capitolo
3
[1] Ma voi, figlioli miei, non siate
uomini dalla doppia faccia, quella del bene e quella del male, ma aderite piuttosto al bene solo, perché il Signore Iddio si riposa in esso e gli uomini lo bramano.
[2] Fuggite la malvagità, distruggendo
la volontà per mezzo delle vostre opere buone, perché coloro che
hanno il doppio volto
non sono di Dio, ma servono i loro desideri, per piacere a Beliar e agli uomini simili a loro.
Capitolo
4
[1] Gli uomini buoni hanno anche una sola faccia, anche se coloro
che ce l'hanno doppia
ritengono che pecchino, sono giusti di fronte a Dio.
[2] Molti che uccidono i malvagi fanno due opere, una buona e una cattiva, ma l'insieme é buono, perché (chi fa
così) sradica il male e lo fa perire.
[3]
C'é chi odia il misericordioso, che
tuttavia é ingiusto,
e l'adultero che tuttavia digiuna: anche questo
é un caso di doppia faccia, ma l'insieme é un'opera buona, perché imita il Signore, in quanto non accetta ciò che appare buono insieme con ciò che é buono davvero.
[4] Un altro non vuol vedere giorni buoni insieme con gente dissoluta, per non
macchiare né il corpo
né l'anima: anche
questo é un caso di doppia faccia, ma l'insieme é buono.
[5] Ché gente come questa é simile a caprioli e a cervi, i quali secondo il genere degli animali selvatici
sembrano essere impuri, ma nell'insieme sono puri, perché (questa gente) procede nello zelo del Signore, tenendosi
lontana da ciò che anche Dio
proibisce attraverso i comandamenti,
perché lo odia, e separa il male dal bene.
Capitolo
5
[1] Vedete, figlioli, come in tutte
le cose ci siano due
(facce), una di fronte
all'altra e l'una é nascosta
dall'altra: nel possesso,
l'ingordigia; nella gioia,
l'ebbrezza; nel riso,
il dolore, nel
matrimonio, la dissolutezza.
[2] Alla vita segue la morte, alla gloria il disonore, al giorno la notte, alla luce la tenebra; ma le cose nella loro
globalità stanno sotto il giorno,
sotto la vita le cose giuste, sotto la morte quelle ingiuste.
Per questo alla morte
segue la vita eterna.
[3] E non é possibile dire menzogna la verità, né ingiusto ciò che é giusto, perché tutta la verità sta sotto la luce, come tutte le cose sotto Dio.
[4] Tutte queste cose io ho provato nella mia vita e non sono andato errando lontano dalla verità del Signore: ho cercato i comandamenti dell'Altissimo e (in essi) ho
proceduto con tutta la mia forza.
Capitolo
6
[1] Osservate, dunque, anche
voi, figlioli miei, i
comandamenti del Signore, seguendo la verità con una faccia sola.
[2] Coloro infatti che hanno la doppia faccia sono puniti per due motivi, e
perché fanno il male
e perché approvano chi lo fa, imitando gli spiriti dell'inganno e assieme a loro
combattendo contro gli uomini.
[3] Voi, dunque, figlioli miei, osservate la Legge del Signore; non considerate
il male come se fosse bene, ma mirate a ciò
che é bene davvero e osservatelo in
tutti i comandamenti
del Signore, ad esso
volgendovi e in esso trovando la pace.
[4] Le fini degli uomini mostrano la loro giustizia; esse sono
riconosciute attraverso gli angeli del Signore e quelli di Beliar.
[5] Quando infatti l'anima procede inquieta, é tormentata dallo spirito cattivo, al quale ha
servito nelle passioni
e nelle opere malvagie.
[6] Ma se é tranquilla, essa riconosce attraverso la gioia l'angelo della pace, che la introduce nella vita eterna.
Capitolo
7
[1] Non siate come Sodoma, che non riconobbe gli angeli del Signore e perì per
sempre.
[2] Io so che peccherete e sarete
consegnati nelle mani
dei vostri nemici; la
vostra terra sarà devastata, i vostri
santuari distrutti,
voi dispersi ai
quattro angoli della terra;
e sarete nella diaspora disprezzati come acqua inutile,
[3] finché l'Altissimo visiterà la terra, venendo egli
stesso, come uomo fra
gli uomini, mangiando e bevendo];
spezzando tranquillamente il capo del dragone sull'acqua; egli salverà Israele e tutti i popoli, [Dio in forma di uomo].
[4] Dite, dunque, figlioli miei, anche voi
queste cose ai vostri
figli: che non Gli
disubbidiscano.
[5] Ma io ho saputo che voi
disubbidirete certamente, che certamente commetterete empietà, non osservando
la Legge di Dio, ma i comandamenti degli uomini, (così) perendo
per la vostra malvagità.
[6] Per questo sarete dispersi come i miei fratelli, Gad e Dané i quali non
conosceranno più né la loro terra, né la loro tribù, né la loro lingua.
[7] Ma il Signore vi riunirà per la
Sua fedeltà che é
fondata sulla Sua misericordia,
e inoltre per amore di Abramo, di Isacco e di Giacobbe".
Capitolo
8
[1] Non siate come Sodoma, che non riconobbe gli angeli del Signore e perì per sempre.
[2] Io so che peccherete e sarete
consegnati nelle mani
dei vostri nemici; la
vostra terra sarà devastata, i vostri
santuari distrutti,
voi dispersi ai
quattro angoli della terra;
e sarete nella diaspora disprezzati come acqua inutile,
[3] finché l'Altissimo visiterà la terra, venendo egli
stesso, come uomo fra
gli uomini, mangiando e bevendo];
spezzando tranquillamente il capo del dragone sull'acqua; egli salverà Israele e tutti i popoli, [Dio in forma di uomo].
[4] Dite, dunque, figlioli miei, anche voi
queste cose ai vostri
figli: che non Gli
disubbidiscano.
[5] Ma io ho saputo che voi
disubbidirete certamente, che certamente commetterete empietà, non osservando
la Legge di Dio, ma i comandamenti degli uomini, (così) perendo
per la vostra malvagità.
[6]
Per questo sarete dispersi come i miei fratelli, Gad e Dané i quali non
conosceranno più né la loro terra, né la loro tribù, né la loro lingua.
[7] Ma il Signore vi riunirà per la
Sua fedeltà che é
fondata sulla Sua misericordia,
e inoltre per amore di Abramo, di Isacco e di Giacobbe".Tutti i
tuoi discendenti saranno sacerdoti. Da' ordini ai tuoi figli in questo modo, perché si comportino secondo
quest'insieme di norme, che ti ho mostrato.
[50] Il padre Abramo,
infatti, mi ha ordinato di fare così e di tramandare quest'ordine
ai miei figli.
[51] E ora,
figlio
mio, gioisco che tu sia stato
eletto al sacerdozio santo,
a offrire sacrifici
al Signore Altissimo,
come conviene
fare secondo
questo mandato.
[52] Quando stai per offrire
davanti al Signore il sacrificio di un animale qualsiasi, accogli la legna secondo la
norma
che ti dico. Il sale, la farina, il vino e l'incenso, ricevili dalle loro mani per
qualunque animale.
[53] Ogni ora lava mani e piedi,
quanto ti incammini verso l'altare,
e, quando torni dal santuario,
non resti attaccato
alle tue vesti nessuna traccia di sangue. Quel giorno non devi più indossare (l'abito macchiato di sangue).
[54] Mani e piedi lava perfettamente da ogni traccia di carne.
[55] Non si veda su
di te nessuna traccia di sangue, perché il sangue é anima.
[56] Se tu, in casa, ti
prepari un qualunque tipo di carne
per mangiare, copri il suo sangue
con la terra prima di mangiare di quelle carni. Non mangiare mai del sangue.
[57] Così, infatti, mi ha ordinato mio
padre Abramo,
perché, riguardo
al sangue,
trovò scritto
così nel libro
di Noé.
[58] E ora,
figlio amabile,
tu sei, come ti dicevo,
amato
da tuo padre
e sacro
al Signore Altissimo.
Sarai amato
più di tutti i tuoi fratelli.
[59] E' attraverso la tua discendenza
che sulla terra si sarà benedetti e la tua discendenza sarà registrata per sempre nel libro
del ricordo della vita.
[60] Il tuo nome e
quello della tua discendenza non sarà mai cancellato per tutti i tempi
dei tempi.
[61] E ora, figlio Levi, la
tua discendenza sarà benedetta
sulla terra
per tutte le generazioni future.
[62] Quando negli anni
della mia vita furono compiute quattro settimane,
a ventotto anni, presi in moglie una donna della stirpe di mio padre Abramo: Melca, figlia di Bathuel, figlio
di Laba, fratello di mia madre.
[63] Essa concepì
per opera
mia e partorì il suo primo figlio, che chiamai Gersom; pensai infatti che la mia discendenza
sarebbe stata straniera nella terra in cui ero nato: noi siamo stranieri nella terra...
[64] Riguardo
al bambino, vidi nella mia visione, che sarebbe stato cacciato dal sommo sacerdozio,
lui e i suoi discendenti [sarebbe stata la sua discendenza].
[65] Avevo trenta anni,
quando nacque. Nacque a un tramonto, nel decimo mese.
[66] Essa concepì
di nuovo
per opera
mia e partorì al tempo adatto per le donne. Chiamai il nome del bambino Kahat.
[67] Quando nacque, vidi che
tutto il popolo si sarebbe raccolto sotto di lui e avrebbe avuto il sommo sacerdozio
di tutto Israele: lui e tutta la sua discendenza
avrebbero dominato dei re: sacerdozio
d'Israele.
[68] Egli nacque,
quando avevo trentaquattro anni, il
primo
giorno
del primo
mese,
quando sorgeva il sole.
[69] Fui di nuovo
con lei ed essa concepì e mi partorì un figlio che chiamai Merari, perché mi ero amareggiato molto per causa sua. Infatti, appena nacque, morì. Io fui molto amareggiato
per causa sua,
perché moriva. Piansi e pregai
per lui; fu una grande amarezza.
[70]
Essa partorì,
quando avevo quaranta anni, nel terzo mese.
[71] Fui di nuovo
con lei ed essa concepì e mi partorì una figlia, cui posi nome Yokebed.
Dissi:
Poiché essa mi é nata come onore, essa mi é nata come gloria di Israele.
[72] La partorì,
quando avevo sessantaquattro anni,
il primo giorno
del settimo mese,
dopo che andammo
in Egitto.
[73] Nel sedicesimo anno andammo
in Egitto.
Ai miei figli
<furono
date
in moglie>
le figlie
dei miei fratelli... (Parole tra lacune non colmate).
[74] Il nome dei
figli
di Gersom era: <Libni e> Simai. Il nome dei
figli
di Ka<hat era: Amra>m, Ishar, Hebron e
Uzziel. <Il nome
dei> figli di Merari: Mahli e Musai.
[75] Amram
<sposò>
mia figlia Yokebed, quando io ero ancora vivo e
avevo novantaq<uattro> anni.
[76] Chiamai Amram con
questo nome, quando nacque, perché quando nacque, dissi:Questi
<condurrà via> dall'Egitto il popolo: per questo <fu> chiamato
<il suo nome> " Popolo innalzato ".
[77] Lui e mia figlia Yokebed nacquero nello stesso giorno.
[78] Avevo otto anni,
quando arrivai <nella t>erra di Canaan e
avevo diciotto anni, quando uccisi Si<chem> e distrussi gli operatori di violenza. [79] A diciannove
anni diventai
sacerdote
e a ventotto anni mi sposai.
[80] Avevo quarantotto anni,
quando andai in Egitto. Ottantanove anni vissi in
Egitto.
[81] La durata della mia
vita
é stata in tutto centotrentasette anni. Prima di morire, ho visto i figli della t<erza generazione>.
[82] Quando avevo <cento di>ciotto <anni>, cioé l'an<no>, in cui morì Giuseppe
mio fratello, chiamai i <miei> figl<i> <e i> loro figli e cominciai a raccontare loro tutto ciò che avevo nel cuore.
[83] Presi la
parola
e dissi
ai <miei> figli:
<Ascoltate>
la parola
di Levi,
vostro padre;
fate attenzione
ai comandamenti dell'amato di Dio.
[84] Io vi dò un comandamento,
figli
miei,
io vi mostro la verità, amati miei.
[85] L'insieme
delle vostre opere sia verità
e per
sempre abiti presso di voi la giustizia.
[87] Chi semina
bene,
bene raccoglie; e chi semina
male,
a lui torna il suo seme.
[88] E ora, figli
miei, insegnate ai vostri figli il libro dell'insegnamento della Sapienza, e la Sapienza stia presso di voi come onore eterno.
[89] Chi apprende
la Sapienza, essa gli é di onore, e
chi disprezza la Sapienza, si trova nel disprezzo.
[90] Guardate,
figli
miei, Giuseppe, mio fratello, <che dette> l'insegnamento e l'ammaestramento della Sapienza.
[91] Tutti lo onorano
per questo, perché vogliono imparare dalla sua Sapienza.
[92] I suoi amici
sono numerosi e coloro che lo salutano sono grandi.
[93] Lo pongono in un posto d'onore,
per ascoltare le parole della sua Sapienza.
[94] Un gran tesoro
d'onore
é la Sapienza, un buon tesoro per tutti quelli che la possiedono.
[95] Se vengono re potenti e un grande esercito, molti nemici, cavalieri e carri con loro, e conquistano...
città
e territorio, portando via
tutto quello che c'é, i tesori della Sapienza,
non li possono portar via; non
possono scovare i suoi segreti,
né...
nel male.
TESTAMENTO DI GIUSEPPE, UNDICESIMO FIGLIO DI GIACOBBE
E DI RACHELE
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20.
Capitolo
1
[1] Ma il suo cuore era ancora immerso nella
dissolutezza: una volta, lamentandosi, si lasciò cadere a terra.
[2] Suo marito la scorse e le disse:Perché sei così triste?Gli rispose: Io soffro
per un affanno del cuore
e i lamenti del mio
spirito mi
tormentano. La curò con parole.
[3] Allora piombò nella mia stanza, quando ancora
una volta suo marito era fuori, e mi disse:Io mi impicco o mi
butto in un precipizio,
se non ti unisci con me.
[4] Io capii che era lo spirito di Beliar che la sconvolgeva; pregato Dio, così le risposi:
[5] Perché ti turbi e ti agiti come
cieca in mezzo ai peccati? Ricordati che
se ti ucciderai, Astethò, la concubina di tuo marito e tua rivale,
picchierà i tuoi figli
e farai scomparire
dalla terra il ricordo di te.
[6] Mi rispose: Ecco ora tu mi ami. Mi basta questo,
solo che tu ti preoccupi della vita mia e di quella dei
miei figli. Ora spero anche di poter
soddisfare il mio desiderio.
[7]
Essa non aveva capito che io avevo parlato così per amore di Dio e non per amore suo.
[8] Se infatti uno cade nella passione del desiderio, e ne resta schiavo come lei, anche
se ascolta qualche parola buona contro la sua passione, la prende in funzione del desiderio cattivo.
Capitolo
2
[1] [Questo] il capocuoco del faraone mi aveva
affidata la
sua casa.
[2] E io mi trovai a lottare contro
una donna spudorata,
che cercava di
indurmi a trasgredire
la Legge insieme
con Lei,
ma il Dio di mio padre mi protesse dalla fiamma
ardente.
[3] Fui imprigionato, percosso,
deriso, ma il Signore
mi fece trovare compassione davanti al
carceriere.
[4] Infatti il Signore non abbandona
coloro che lo temono
né nella tenebra, né nella prigionia,
né nelle tribolazioni, né nelle
avversità.
[5] Ché Dio non si vergogna come un uomo,
né é vile
come un figlio di uomo,
né é debole o si lascia intimorire come
un nato dalla terra.
[6] E' presente in tutte le sventure,
consola in
maniere diverse.
Per breve tempo si allontana, per mettere alla prova la volontà dell'anima.
[7] Mi provò con dieci prove e in
tutte io fui paziente,
perché la pazienza é una grande medicina
e la costanza dà (agli uomini) molti benefici.
Capitolo
3
[1] Quante volte l'egiziana mi minacciò di morte! Quante volte, dopo avermi dato ai castighi, mi
richiamava [e mi minacciava]! E poiché non volevo unirmi a lei, mi diceva:
[2] Se ti concedi a me,
dominerai su di me e su tutte le cose che sono nella mia casa. Sarai come il
nostro padrone.
[3] Ma io ripensavo alle parole di mio padre e, entrato in camera mia, pregavo il Signore.
[4] Durante quei sette anni digiunai, eppure
apparivo all'egiziano come se vivessi nel lusso; ché coloro che digiunano per amore di Dio, ricevono la bellezza del volto.
[5] Quando
il mio padrone era lontano da casa, non bevevo vino, né per tre giorni prendevo il mio vitto,
ma lo davo ai poveri
e ai malati.
[6] Mi alzavo presto per il Signore e piangevo per Menfia,
l'egiziana, perché mi
tormentava ininterrottamente. Entrava nella mia stanza anche di notte, con la scusa di farmi visita,
[7] e, poiché non aveva figli maschi, fingeva di
considerarmi come un figlio.
[8] Per un po' mi abbracciava come un figlio e io non capivo;
ma alla fine essa mi
spinse verso l'impudicizia.
[9] Capii e mi addolorai fino alla morte. Quando se ne fu
andata, ritornai in me stesso e soffrii per lei per molti giorni, perché riconobbi la sua astuzia e il suo inganno.
[10] Le dicevo parole dell'Altissimo, per vedere se si liberasse
dal suo desiderio cattivo.
Capitolo
4
[1] Spesse volte, dunque, mi
adulava con le sue parole,
dicendo che ero un uomo santo e con le sue parole lodava astutamente la
mia castità di fronte a suo marito, volendo farmi inciampare quando fossi restato solo.
[2] Pubblicamente mi lodava dicendo che ero casto,
ma di nascosto mi diceva: Non temere mio marito: ché é sicuro
anche lui della tua castità,
cosicché anche se uno gli dicesse di noi, non ci
crederebbe.
[3] In tutto questo tempo io dormivo per terra e pregavo Dio, che mi proteggesse dalla sua astuzia.
[4] Ma quando si accorse che non ci riusciva, di nuovo veniva da me, con
la scusa della
catechesi, per apprendere
la parola di Dio.
[5] E mi diceva:Se vuoi che lasci
gli idoli, unisciti a
me e io convinco anche mio marito
ad abbandonare gli idoli
e procederemo nella
legge del tuo Signore.
[6] E io le dicevo che il Signore non vuole che
coloro che lo onorano
stiano nell'impurità,
né si compiace
degli adulteri.
[7] Ma quella insisteva volendo soddisfare la sua passione.
[8] E io digiunavo e pregavo di più, perché
il Signore mi proteggesse da lei.
Capitolo
5
[1] Spesse volte, dunque, mi
adulava con le sue parole,
dicendo che ero un uomo santo e con le sue parole lodava astutamente la
mia castità di fronte a suo marito, volendo farmi inciampare quando fossi restato solo.
[2] Pubblicamente mi lodava dicendo che ero casto,
ma di nascosto mi diceva: Non temere mio marito: ché é sicuro
anche lui della tua castità,
cosicché anche se uno gli dicesse di noi, non ci
crederebbe.
[3] In tutto questo tempo io dormivo per terra e pregavo Dio, che mi proteggesse dalla sua astuzia.
[4] Ma quando si accorse che non ci riusciva, di nuovo veniva da me, con
la scusa della
catechesi, per apprendere
la parola di Dio.
[5] E mi diceva:Se vuoi che lasci
gli idoli, unisciti a
me e io convinco anche mio marito
ad abbandonare gli idoli
e procederemo nella
legge del tuo Signore.
[6]
E io le dicevo che il Signore non vuole che
coloro che lo onorano
stiano nell'impurità,
né si compiace
degli adulteri.
[7] Ma quella insisteva volendo soddisfare la sua passione.
[8] E io digiunavo e pregavo di più, perché
il Signore mi proteggesse da lei.
Capitolo
6
[1] Dopo di ciò mi manda un cibo mescolato con un incantesimo.
[2]
Quando arrivò l'eunuco che lo portava, alzai gli occhi e vidi un uomo terribile, che mi
porgeva insieme con
il piatto una spada:
io capii che si trattava di un inganno per farmi smarrire.
[3] Quando fu uscito, piansi senza gustare né
quello né nessun altro dei suoi cibi.
[4] Passato un giorno, venne a trovarmi
e, riconosciuto il cibo, mi dice:Che é che
non hai mangiato di
(questo) cibo?.
[5] Le risposi:Perché tu l'hai
riempito di un incantesimo
mortale. E com'é che hai detto
che non ti saresti più avvicinata agli idoli, ma solo al Signore?
[6] Ora sappi che il Dio di mio padre mi ha svelato attraverso un angelo la tua malvagità; per questo ho
serbato la tua vivanda per confonderti, nella speranza che, vista la cosa, tu ti
penta.
[7] Perché poi tu sappia che la malvagità degli empi non ha potere su coloro che onorano Dio con castità, ecco io ne
prendo e ne mangio davanti a te. Detto questo, pregai così:Il Dio dei miei padri e l'angelo di Abramo mi proteggeranno,
e mangiai.
[8] Vedendo ciò, essa cadde in ginocchio ai miei piedi, piangendo. La rialzai e la
rimproverai.
[9] Ed essa mi promise che non avrebbe
mai più commesso
quest'empietà.
Capitolo
7
[1] Ma il suo cuore era ancora immerso nella
dissolutezza: una volta, lamentandosi, si lasciò cadere a terra.
[2] Suo marito la scorse e le disse:Perché sei così triste? Gli rispose: Io soffro
per un affanno del cuore
e i lamenti del mio
spirito mi tormentano.
La curò con parole.
[3] Allora piombò nella mia stanza, quando ancora
una volta suo marito era fuori, e mi disse:Io mi impicco o mi
butto in un precipizio,
se non ti unisci con me.
[4] Io capii che era lo spirito di Beliar che la sconvolgeva; pregato Dio, così le risposi:
[5] Perché ti turbi e ti agiti come
cieca in mezzo ai peccati? Ricordati che
se ti ucciderai, Astethò, la concubina di tuo marito e tua rivale,
picchierà i tuoi figli
e farai scomparire
dalla terra il ricordo di te .
[6] Mi rispose: Ecco ora tu mi ami. Mi basta questo,
solo che tu ti preoccupi della vita mia e di quella dei
miei figli. Ora spero anche di poter
soddisfare il mio desiderio.
[7] Essa non aveva capito che io avevo parlato così per amore di Dio e non per amore suo.
[8] Se infatti uno cade nella passione del desiderio, e ne resta schiavo come lei, anche
se ascolta qualche parola buona contro la sua passione, la prende in funzione del desiderio cattivo.
Capitolo 8
[1] Dico, dunque, figlioli miei, che era circa l'ora sesta, quando essa
sortì dalla mia stanza.
Mi inginocchiai davanti al Signore
per tutto (quel) giorno
e tutta la notte
(seguente). Mi rialzai
all'alba piangendo e invocando la
liberazione da
quella donna.
[2] Alla fine, essa mi afferrò per il vestito, cercando di
trascinarmi con la forza
al coito.
[3] Quando mi accorsi che teneva la mia veste come impazzita, corsi via nudo.
[4] Mi calunniò; e suo marito, quando giunse, mi buttò in prigione in casa sua. Il giorno dopo mi frustò e mi fece trasferire
nella prigione del faraone.
[5] Mentre ero in prigione, l'egiziana era tormentata dal dolore. Veniva (alla prigione) e sentiva come
rendevo grazie al Signore, cantavo inni nella casa della tenebra e, dando gloria al mio Dio con voce gioiosa, stavo contento, perché ero stato liberato dall'egiziana + a motivo +.
Capitolo 9
[1] Spesse volte mandò a dirmi:Abbi la compiacenza di soddisfare il mio desiderio, e io ti
libererò dalla prigione
e ti farò uscire
dalla tenebra.
[2] Ma io non mi piegai verso di lei
nemmeno col pensiero,
ché Dio ama di più chi digiuna castamente in una fossa tenebrosa, che chi
gozzoviglia con dissolutezza
in stanze regali.
[3] Se poi chi vive in castità desidera anche la gloria, e l'Altissimo sa che gli é utile, gli dà anche tutto questo,
come a me.
[4] Quante volte, per quanto
malata, essa scese
da me nelle ore più
impossibili e mi ascoltò pregare,
e io, quando mi accorgevo dei suoi lamenti, tacevo!
[5] [Quando io ero in casa sua] si scopriva braccia, seni e gambe, perché cadessi
nelle sue braccia: era bellissima e si
truccava moltissimo per ingannarmi. Ma il Signore mi salvò dalle sue
insidie.
Capitolo
10
[1] Vedete, dunque, figlioli miei, che
efficacia ha la sopportazione e la preghiera accompagnata dal digiuno.
[2]
Così anche voi, se
perseguirete con costanza
e con umiltà di cuore la castità e la purezza, il Signore abiterà in Voi, perché
ama la castità.
[3] Là dove abita l'Altissimo, anche se gli
capitano invidie,
di diventare schiavo o di essere calunniato, il Signore, abitando in lui, non soltanto lo protegge dai
mali per amore della sua castità, ma anche lo innalza e gli dà gloria, come fece con
me.
[4] Egli si accompagna a tutti gli uomini o nell'azione, o nella parola o nel pensiero.
[5] I miei fratelli sanno quanto mi
amò mio padre, ma non mi
inorgoglii nel pensiero,
per quanto fossi un ragazzo. Avevo nel mio cuore il timore del Signore e sapevo che tutte le cose passano.
[6] Misuravo me stesso ed onoravo i miei fratelli ed é per la
reverenza che portavo
loro che, quando fui venduto,
tacqui agli ismaeliti di esser figlio di Giacobbe, uomo grande e potente.
Capitolo
11
[1] Anche voi, dunque, figlioli miei, abbiate
in ogni vostra azione
il timore di Dio davanti ai vostri occhi: onorate i vostri fratelli. Perché
chiunque osserva la Legge del Signore, sarà amato da Lui.
[2] Arrivai insieme con gli ismaeliti nel territorio degli
indocolpiti. Mi domandarono
se ero schiavo. E io risposi che ero nato schiavo, per non coprire di vergogna i miei fratelli.
[3] Mi dice il più importante di loro:Tu
non sei schiavo,
perché lo dimostra anche il tuo aspetto. Ma io confermo
che ero loro schiavo.
[4]
Quando arrivammo in Egitto, ci fu una gara
intorno a me, per vedere
chi sarebbe riuscito a prendermi pagando di più.
[5] Perciò decisero all'unanimità
che restassi in Egitto
presso il loro agente, finché non fossero tornati con altra merce.
[6] Ma il Signore mi concesse grazia agli occhi del commerciante, il quale
mi affidò la sua casa.
[7] E Dio lo benedì per mezzo mio e lo riempì di oro e di argento.
[8] Io restai presso di lui tre
mesi e cinque giorni.
Capitolo
12
[1] In quel tempo venne Menfi, la moglie di Pentefri, in carrozza e
con gran pompa, perché aveva sentito parlare di me dai suoi eunuchi.
[2] Dice a suo marito riguardo al commerciante:Si é
arricchito per opera
di un giovane ebreo e si dice inoltre con certezza che
(quest'ebreo) sia stato rapito dalla terra di Canaan.
[3] Ora dunque, intentagli
un processo e porta(gli) via il ragazzo per la nostra casa; il Dio degli ebrei può
benedirti, perché in quel ragazzo
c'é della grazia celeste.
Capitolo
13
[1] Pentefri si lasciò convincere dalle
sue parole e ordinò al commerciante di
presentarsi; gli dice:Che é quello che sento dire di te? che rapisci uomini dalla terra di Canaan e li vendi come schiavi?
[2] Il commerciante cadde ai suoi piedi e lo scongiurò, dicendo:Ti scongiuro, signore! non so che cosa dici.
[3] Pentefri gli domandò:Da dove viene lo
schiavo ebreo?. Rispose:Gli ismaeliti lo hanno lasciato presso di me fino a che non torneranno.
[4] Ma (Pentefri) non gli
credette e ordinò che
fosse spogliato e battuto. Ma poiché
quello insisteva
nelle stesse parole, Pentefri ordinò che fosse portato lì il giovane.
[5] Introdotto alla presenza di Pentefri, mi prostrai
davanti a lui, perché era
terzo in autorità tra i
magistrati del faraone.
[6] Separatomi da quell'altro, mi domanda:Sei schiavo o libero?. E io gli risposi:Schiavo.
[7] Mi domanda: Di chi?. E
gli dico:Degli ismaeliti.
[8] Mi domandò: Come sei diventato loro schiavo?. Risposi:Mi hanno comprato nella terra di Canaan.
[9] Mi disse:E' certo che tu menti. E subito ordinò che fossi spogliato e battuto.
Capitolo
14
[1]
Attraverso la porta Menfi mi guardava
battere. Mandò a dire a suo marito:Il tuo giudizio é ingiusto, perché tu castighi il libero che é stato rapito, come se avesse
fatto del male.
[2] E poiché io, per quanto battuto, non cambiavo il mio discorso, ordinò che fossi messo in prigione, finché non fossero venuti, dice, i padroni dello schiavo.
[3] La donna disse a suo marito:Perché tieni in carcere il prigioniero, schiavo, ma nato nobile? Sarebbe meglio che fosse liberato e al tuo servizio .
[4] Desiderava infatti vedermi per la passione peccaminosa. Ma
io non ne sapevo
nulla.
[5] Le rispose: Presso gli
egiziani non é lecito
prendere le cose
degli altri prima di una sentenza,
[6] aveva detto questo nei riguardi del commerciantee
lo schiavo deve restare in prigione
Capitolo
15
[1] Ventiquattro giorni dopo arrivarono gli ismaeliti. Avevano sentito dire che Giacobbe soffriva per me
e, arrivati, mi dissero:
[2] Perché hai detto di essere schiavo? Ecco che noi
sappiamo che sei figlio
di un uomo importante nella terra di Canaan. Tuo padre fa ancora cordoglio per te,
coperto di sacco.
[3] Volevo piangere, ma mi dominai,
per non coprire di vergogna i miei fratelli. Dissi loro: Non so. Sono uno schiavo.
[4] Allora decisero di vendermi,
perché non fossi trovato nelle loro mani. [5] Temevano infatti mio padre, perché non si
vendicasse terribilmente di loro. Avevano sentito dire che era grande presso Dio e presso gli uomini.
[6] Allora dice loro il commerciante:Liberatemi
dal processo di Pentefri. [7] E loro vennero da me a chiedermi di dire che ero stato comprato da loro con
danaro, cosicché quello potesse lasciarli andare.
Capitolo
17
[1] Vedete, dunque, figlioli miei, quanto ho
dovuto pazientare,
per non infamare i miei fratelli.
[2] Anche voi, dunque, amatevi tra di voi e
nascondete con longanimità
le vostre mancanze reciproche.
[3] Ché Dio si rallegra della
concordia tra fratelli
e della decisione di un cuore
buono che si compiace dell'amore.
[4] Quando i miei fratelli arrivarono in Egitto, seppero che ero stato io a sottrarre
loro il denaro, che
non li avevo rimproverati e che li avevo confortati.
[5] Dopo la morte di Giacobbe, li amai ancora
di più e facevo per loro abbondantemente tutto ciò che desideravano.
[6] Non permettevo che fossero
molestati nemmeno nelle più piccole cose: anzi, detti loro quanto era in mia mano.
[7] I loro figli erano come miei figli e i miei figli come loro servi; la loro anima la mia anima; ogni loro dolore mio dolore; ogni loro
infermità mia malattia;
la loro volontà mia volontà.
[8] Non mi innalzai con superbia al di sopra di
loro per la mia posizione splendida, ma ero in mezzo a loro come uno
dei più piccoli.
Capitolo
18
[1] Se, dunque, procederete anche voi
nei comandamenti del Signore, Dio vi innalzerà e vi benedirà con dei beni in ogni tempo.
[2] E se qualcuno vi vuol far del male, voi pregate per lui
facendogli del bene e
così sarete liberati dal Signore
da ogni male.
[3] Ecco, vedete come io
attraverso la mia umiltà
e la mia pazienza
abbia potuto avere in moglie
la figlia del sacerdote di Eliopoli e assieme a lei mi furono dati cento talenti d'oro. Inoltre il Signore fece sì che (la gente di Eliopoli) mi fosse sottoposta.
[4] E ancora: il Signore mi concesse la bellezza al di sopra di
tutti i belli di Israele
e mi ha conservato fino alla vecchiaia
nella forza e nella bellezza. Ero in tutto simile a Giacobbe.
Capitolo
19
[1] Ascoltate, figlioli miei, i sogni che vidi.
[2] Dodici cervi pascolavano e nove
furono dispersi su
tutta la terra; accadde lo stesso agli altri tre.
[3] Vidi che tre cervi erano diventati tre agnelli.
Gridarono al Signore e il Signore li condusse in un
posto ricco di vegetazione e
di acqua: li aveva portati dalla tenebra alla luce.
[4] E qui gridarono al Signore finché non si riunirono a loro i
nove cervi e tutti
diventarono come dodici
pecore. In breve tempo si moltiplicarono
e divennero grossi greggi.
[5] Dopo guardai (ancora): ed ecco dodici tori che succhiavano il latte a una sola vacca; la quale col
suo latte faceva un mare. Da esso bevevano i dodici greggi ed altri greggi numerosissimi.
[6] Al terzo toro le corna crebbero fino al cielo, e divennero come una muraglia
per i greggi. In mezzo alle due corna ne era spuntato un terzo. [7] Vidi un vitello che dodici volte fece il loro giro e fu di salvezza a tutti quanti
i tori.
[8] E vidi che [da Giuda nacque una vergine
vestita di bisso, e da essa] nacque un agnello [senza macchia] e alla sua sinistra stava [come] un
leone. Tutte le bestie lo assalivano, ma
l'agnello le vinse e
le distrusse calpestandole.
[9] Di lui si rallegravano gli angeli, gli uomini e tutta la terra.
[10] Queste cose avverranno al loro tempo, negli ultimi giorni.
[11] Voi, dunque, figlioli miei, osservate i comandamenti del Signore: onorate Levi e Giuda, perché da loro sorgerà la salvezza d'Israele.
[12] Il mio regno in mezzo a voi finirà, come la
capanna che il contadino
si fa nei campi al tempo del raccolto e che dopo il raccolto é distrutta.
Capitolo
20
[1] So che dopo la mia morte gli egiziani vi
angarieranno, ma Dio
vi vendicherà e vi condurrà alle promesse
dei vostri padri.
[2] Voi porterete con voi le mie ossa, perché se le mie ossa saranno riportate là, il Signore sarà con voi
nella luce e Beliar starà con gli egiziani nella tenebra.
[3] Quanto ad Aseneth, vostra madre, portate (anche
lei) e seppellitela vicino a mia madre Rachele [presso
l'ippodromo]".
[4] Dette queste parole e stese le gambe, si addormentò di un bel sonno. [5] Tutto Israele e tutto l'Egitto fecero per lui un
grande cordoglio.
[6] Quando i figli di Israele uscirono dall'Egitto, raccolsero le ossa di Giuseppe e le portarono con sé. Lo seppellirono a Hebron insieme con i suoi padri. Gli anni della sua vita furono centodieci.
TESTAMENTO DI BENIAMINO, DODICESIMO FIGLIO DI GIACOBBE E DI RACHELE
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 12.
Capitolo
1
[1] Copia delle parole di Beniamino, che lasciò in testamento ai suoi figli, dopo aver vissuto centoventicinque anni.
[2] Baciatili, disse: "Come Isacco fu generato ad Abramo nella sua vecchiezza, così anch'io a Giacobbe.
[3] Poiché mia madre Rachele morì dandomi alla luce, non ebbi latte, ma poppai da Balla, la sua schiava.
[4]
Rachele, dopo aver partorito Giuseppe, non ebbe figli per dodici anni. Pregò il Signore e digiunò; concepì e partorì me.
[5] Mio padre amava molto Rachele e pregava di poter vedere due figli nati da lei. [6] Per questo sono stato chiamato Beniamino, cioé figlio dei giorni.
Capitolo
2
[1] Quando
arrivai in Egitto, Giuseppe, mio fratello mi riconobbe e disse:Che cosa dissero a mio padre, quando mi vendettero?
[2] Dissi:Sporcarono la tua veste di sangue e gliela
mandarono, dicendo:Riconosci se é questa
la veste di tuo figlio.
[3] E mi dice:Sì, fratello. Quando mi
spogliarono della veste,
mi consegnarono agli ismaeliti,
che mi dettero un
perizoma e mi frustarono, dicendomi di correre.
[4] Anzi, uno di loro mi colpì con un bastone, ma incontrò un leone che lo uccise;
[5] così i suoi compagni, impauriti,
mi tennero con sé, ma
mi lasciarono in pace.
Capitolo
3
[1] E ora, figlioli miei, amate anche voi il Signore, Dio del cielo e della terra, e osservate i Suoi comandamenti, imitando Giuseppe, che fu uomo buono e pio.
[2] La vostra mente sia rivolta al bene, come sapete che feci io. Ché colui che
ha mente retta, tutto vede rettamente.
[3] Temete il Signore e amate il prossimo. E se anche gli
spiriti di Beliar vi
perseguitassero con ogni mala
afflizione, non
potranno aver dominio
su di voi, come non l'hanno avuto su Giuseppe, mio fratello.
[4] Quanti uomini avrebbero voluto ucciderlo e Dio lo protesse! Colui infatti
che teme Dio e ama il prossimo, non può essere colpito dallo spirito di Beliar, perché é difeso
dal timor di Dio.
[5] Non può essere vinto né dall'insidia
degli uomini, né da
quella delle bestie (selvagge), aiutato dall'amore del Signore, che egli rivolge al prossimo.
[6] Infatti Giuseppe pregò nostro padre, perché pregasse a favore dei suoi fratelli, perché il Signore non imputasse a
loro come peccato,
quel che gli avevano fatto
di male.
[7] E così Giacobbe gridò:Figlio buono, tu hai vinto le viscere di Giacobbe, tuo padre. Lo abbracciò e lo baciò per due ore, dicendo:
[8] Con te si realizzerà la profezia celeste che dice:
colui che
é senza macchia si
contaminerà per i trasgressori
della Legge
e colui
che é senza peccato
morirà per gli empi.
Capitolo
4
[1] Vedete, dunque, figlioli miei, qual é
stata la fine di un uomo buono: imitate la sua compassione con animo buono, perché possiate
ottenere anche voi corone di gloria.
[2] L'uomo buono non ha l'occhio offuscato, perché
ha misericordia di
tutti, anche se sono peccatori.
[3] Anche se tramano il male contro di lui,
vince il male,
facendo il bene,
protetto da Dio. Egli ama i giusti come la sua anima.
[4] Se uno riceve onori, non lo invidia; se uno arricchisce, non ne é invidioso; se uno é coraggioso, lo loda; esalta il saggio, ha misericordia del povero. Soffre con chi é malato, teme Dio.
[5] Difende colui che ha il timore del Signore; a chi ama Dio corre in aiuto; rimproverando chi
nega l'Altissimo, lo converte; ama con tutto sé stesso
chi ha la grazia di
uno spirito buono
Capitolo
5
[1] Se, dunque, avrete anche voi un animo buono, anche gli uomini malvagi staranno in pace con voi; i
dissoluti, vergognandosi davanti a voi, torneranno al bene; gli avidi non soltanto si
allontaneranno dalla loro passione,
ma anche daranno a chi soffre
il frutto della
loro avidità.
[2] Se siete disposti a fare il bene, gli spiriti impuri fuggiranno da
voi e le bestie (selvagge) vi temeranno.
[3] In chiunque ci sia, nella mente, la luce delle opere buone, la tenebra fuggirà da lui.
[4] Se (uno) fa del male a un uomo pio, si pente, perché l'uomo pio ha compassione di chi gli
fa del male e tace.
[5] Se poi uno tradisce un uomo giusto, il giusto prega (per lui);
e anche se per un po' (il giusto)
é umiliato, dopo non molto brilla (di nuovo) più splendente (di prima),
come é stato Giuseppe, mio fratello.
Capitolo
6
[1] Lo spirito di Beliar non ha il potere di ingannare la volontà dell'uomo buono, perché l'angelo della pace guida la sua anima.
[2] Egli guarda senza passione le cose che passano e non ammassa
la ricchezza per il piacere.
[3] Non si rallegra del piacere, [non causa dolore al prossimo,] non si sazia di leccornie, non si lascia ingannare dagli sguardi. Infatti la sua
parte é il Signore.
[4] La volontà buona non bada né alla gloria né al disonore degli uomini; non conosce né alcun inganno, né menzogna, né contesa, né
danneggiamento. Infatti il Signore
abita in lui e illumina la sua anima; egli gioisce per
tutti in ogni momento.
[5] La mente buona non ha due lingue, una per la benedizione e una per la
maledizione, una per
l'oltraggio e una per rendere onore, una per la
tristezza e una per la gioia,
una per la pace e una
per la ribellione,
una per la finzione e una per la verità, una per la povertà e una per la ricchezza, ma ha un solo
atteggiamento verso
tutti, semplice e puro.
[6] Non ha duplice né la vista né l'udito. Tutto ciò che fa,
dice o vede, sa che il Signore osserva l'anima sua.
[7] Purifica la sua mente, per non essere condannato da Dio e dagli uomini. Allo stesso
modo, di Beliar ogni opera é duplice: non conosce semplicità.
Capitolo
7
[1] Per questo, figlioli miei, vi dico: fuggite la malvagità di Beliar, perché egli dà una spada a coloro che gli
ubbidiscono
[2] e la spada é madre di sette mali. [In primo luogo la mente concepisce per opera di Beliar.] Il primo (male) é l'uccisione, il secondo la distruzione,
il terzo
l'oppressione, il quarto
la prigionia, il quinto la miseria, il sesto la ribellione, il settimo la devastazione.
[3] Per questo Caino ricevette da Dio sette punizioni: infatti
ogni cento anni il Signore gli inferì un
colpo.
[4] A duecento anni cominciò a soffrire e a
novecento fu annientato.
A motivo di suo fratello, Abele, fu punito con tutti i mali, ma Lamech con settanta volte sette.
[5] Così, per sempre, coloro che sono simili a Caino per l'invidia e per l'odio contro i fratelli saranno puniti in questo stesso modo.
Capitolo 9
[1] Interpretando i discorsi di Enoc il giusto, dico che fra voi vi
saranno anche azioni
non belle. Ché commetterete l'impudicizia di Sodoma fino a essere ridotti in pochissimi;
ma poi rivolgerete
di nuovo la vostra passione alle donne.
[Il regno del Signore non rimarrà fra
voi, perché egli stesso ve lo porterà via subito.
[2] Ma] il tempio di Dio sarà vostra porzione
[e l'ultimo sarà più glorioso del primo]: qui si
raduneranno le dodici
tribù e tutti i popoli, al tempo in cui l'Altissimo manderà la sua
salvezza per mezzo del[la visita del] profeta [unigenito.
[3] Egli entrerà nel primo tempio, dove il Signore subirà violenza e sarà innalzato sul legno.
[4] Si scinderà il velo del tempio e lo spirito del Signore passerà ai pagani, come fuoco dilagante.
[5] Risalito dall'Ade, passerà dalla terra al cielo. Ho conosciuto come sarà umile sulla terra e come sarà glorioso in cielo.]
Capitolo 10
[1] Quando Giuseppe era in Egitto, desideravo di vedere la sua immagine e la forma del suo volto. Per le preghiere di mio padre Giacobbe, lo vidi, da sveglio, di giornoil suo aspetto proprio com'era".
[2] Detto questo, dice loro:
"Sappiate, dunque,
figlioli miei, che muoio.
[3] Praticate, dunque, la lealtà
ciascuno verso il suo prossimo;
osservate la Legge del Signore e i Suoi comandamenti.
[4] Queste cose vi lascio per tutta eredità; e voi datele ai
vostri figli in possedimento perpetuo; ché così
fecero Abramo, Isacco e Giacobbe.
[5] Tutte queste cose ci hanno dato in eredità, dicendo:Osservate i comandamenti di Dio, finché il Signore non rivelerà la
Sua salvezza su tutta
la terra.
[6] Allora vedrete Enoc, Noé, Sem, Abramo, Isacco e Giacobbe risorti nella gioia alla sua destra.
[7] Allora risorgeremo anche noi,
ciascuno alla sua tribù
e adoreremo il re dei
cieli, [quello apparso sulla terra con umiltà in forma di uomo e quanti crederanno
in lui sulla terra,
si rallegreranno con
lui].
[8] Allora tutti risorgeranno, gli uni
per la gloria, gli
altri per il disonore,
e il Signore giudicherà per primo Israele per la sua ingiustizia, [perché,
per quanto Dio si sia fatto carne, non ha creduto in Lui].
[9] Allora giudicherà tutti i popoli [quanti non hanno
creduto in Lui apparso sulla terra].
[10] Convincerà di colpa Israele per mezzo degli eletti fra i
pagani, come convinse
Esaù per mezzo dei madianiti che
avevano amato i loro fratelli [che era avvenuto a causa dell'impudicizia e dell'idolatria e si erano allontanati da Dio]. Essi erano diventati, dunque, figli con la parte di coloro che temono il Signore.
[11] Dunque, figlioli miei, se procederete santamente
davanti al Signore, di
nuovo abiterete (in patria) per la speranza riposta in me;
e tutto Israele si
radunerà presso il Signore".
Capitolo
12
[1] Quando ebbe finito queste parole, disse: "Vi ordino, figlioli miei, di portare via dall'Egitto le mie ossa e di seppellirmi in
Hebron vicino ai miei
padri".
[2] Beniamino morì all'età di centoventicinque anni, in bella vecchiezza. Lo misero in un sarcofago.
[3] Nell'anno novantunesimo dall'arrivo dei figli di Israele in Egitto, essi e i loro fratelli riportarono di nascosto (in patria) le ossa dei loro padri, durante la guerra cananaica. Li seppellirono a Hebron ai piedi dei loro padri.
[4] Essi poi tornarono indietro dalla terra di Canaan ed abitarono in Egitto fino al giorno del loro esodo dalla terra d'Egitto.